Firenze, 17 gennaio 2026 – Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, è morto nelle scorse ore a New York, lasciando un vuoto enorme nel calcio italiano e tra i tifosi viola. La notizia, arrivata questa mattina, ha scosso tutto l’ambiente sportivo e la città di Firenze, che negli ultimi anni aveva imparato a conoscerlo per il suo modo schietto di fare, la passione per il calcio e il grande amore per la maglia gigliata.
Il ricordo di Abodi e il dolore della comunità viola
“Se n’è andato Rocco Commisso, un uomo vero, semplice, diretto, sincero e carismatico, appassionato di calcio e innamorato della ‘sua’ Fiorentina”. Così il ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, ha voluto ricordare il presidente viola in un post pubblicato su X stamattina alle 9.30. “Ha dato tanto alla Fiorentina, in tutti i sensi – ha aggiunto Abodi –. In questa giornata triste ripenso ai nostri incontri, alle chiacchierate con lui e Joe Barone, ai suoi sogni, a partire dal nuovo stadio”. Un messaggio che ha subito fatto il giro tra i tifosi e gli addetti ai lavori, molti dei quali hanno voluto esprimere vicinanza alla famiglia Commisso e alla società.
Un punto di riferimento per la Fiorentina
Commisso era arrivato a Firenze nel giugno 2019, rilevando la società dalla famiglia Della Valle con un obiettivo chiaro: riportare la Fiorentina ai vertici del calcio italiano. Imprenditore italoamericano, nato a Marina di Gioiosa Ionica nel 1949, si era trasferito negli Stati Uniti da ragazzo. Lì ha costruito un impero nel settore delle telecomunicazioni con Mediacom Communications. Il suo arrivo nel mondo viola era stato accolto con grande entusiasmo. “Voglio una Fiorentina competitiva e amata”, aveva detto al suo primo incontro con la stampa fiorentina.
Passione, investimenti e il sogno dello stadio nuovo
Durante il suo mandato, Commisso si è distinto per una gestione appassionata e spesso fuori dagli schemi. Ha investito cifre importanti nella squadra – oltre 200 milioni di euro, secondo le stime della società – e ha avviato il progetto per il nuovo stadio, uno dei suoi sogni più grandi. “Solo allora Firenze avrà ciò che merita”, ripeteva spesso ai suoi collaboratori. Però il cammino non è stato facile, tra burocrazia e ostacoli vari. “Non mollo”, ha sempre ribadito, anche nei momenti più duri.
Il rapporto con la città e i tifosi
Il legame con Firenze è diventato sempre più forte. Commisso amava passeggiare per il centro, fermarsi a chiacchierare con i tifosi davanti al Bar Marisa in via Baracca o vicino allo stadio Artemio Franchi. “Mi sento uno di voi”, aveva detto durante una festa della Curva Fiesole nel settembre 2022. La sua presenza non passava mai inosservata: cappellino viola in testa, sorriso grande, battute in dialetto calabrese o un inglese tutto suo. “Rocco era così: diretto, senza filtri”, racconta oggi un dipendente della società.
Le reazioni dal mondo del calcio
La notizia della morte di Commisso ha subito fatto il giro anche fuori da Firenze. Il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, ha espresso “profondo cordoglio” a nome di tutte le società. Messaggi di vicinanza sono arrivati anche da club come Juventus, Inter e Napoli. “Un uomo che ha dato tanto al calcio italiano”, ha scritto Aurelio De Laurentiis. La Federcalcio ha deciso un minuto di silenzio in tutti gli stadi al prossimo turno.
Un’eredità di passione e generosità
In questi anni, Commisso aveva conquistato la fiducia di una piazza esigente come quella fiorentina. I risultati sportivi non sono sempre stati all’altezza delle speranze – le due finali europee perse nel 2023 e nel 2024 restano ferite aperte – ma nessuno ha mai messo in dubbio la sua dedizione. “Ricorderò sempre la sua passione e generosità”, ha sottolineato Abodi nel suo messaggio. E sarà proprio questa passione il segno distintivo dell’era Commisso a Firenze.
L’ultimo saluto
I funerali si terranno a New York nei prossimi giorni, ha fatto sapere la famiglia. A Firenze, intanto, è già partita l’organizzazione di una commemorazione pubblica allo stadio Franchi: la città si prepara a salutare un presidente che, in pochi anni, era entrato nel cuore dei fiorentini. “Ciao Rocco!”, scrivono oggi in tanti sui social, con commozione e gratitudine per un uomo che aveva fatto della Fiorentina la sua seconda casa.
