Crans Montana: la cauzione dei coniugi potrebbe essere coperta da un amico fidato

Crans Montana: la cauzione dei coniugi potrebbe essere coperta da un amico fidato

Crans Montana: la cauzione dei coniugi potrebbe essere coperta da un amico fidato

Matteo Rigamonti

Gennaio 17, 2026

Crans-Montana, 17 gennaio 2026 – Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation a Crans-Montana, ha ribadito davanti al Tribunale di Sion di non aver mai pensato di lasciare la Svizzera dopo il devastante incendio della notte di Capodanno. Un dramma che ha sconvolto tutta la comunità, con un bilancio di 40 vittime e 116 feriti. Moretti è in carcere, accusato insieme alla moglie Jessica di omicidio colposo, lesioni e incendio colposi.

Moretti: “Non ho mai pensato di scappare”

Durante l’interrogatorio del 12 gennaio, Moretti ha risposto con voce ferma ma provata. «Non ho mai voluto lasciare la Svizzera, voglio che venga fuori la verità su tutto», ha detto, come riportato dalla tv svizzera RTS. Ha spiegato di aver potuto fuggire, visto che suo padre era venuto a prenderlo in macchina, ma non ha mai considerato l’idea: «Avrei potuto partire con lui, ma non l’ho fatto».

Il racconto si è fatto più intimo quando ha parlato della famiglia: «Mia moglie ed io stiamo vivendo un incubo. Non ci sono parole per descriverlo». I due hanno due figli piccoli, uno di cinque anni e un altro di dieci mesi. «Siamo molto preoccupati per loro, soffrono anche loro per questa situazione», ha confessato l’imprenditore francese. Non ha dimenticato le vittime: «Pensiamo a tutte le persone colpite, è spaventoso. Mi dispiace tanto, sono profondamente scosso».

Cauzione da 400mila franchi, un amico pronto a intervenire

La procura di Sion ha chiesto una cauzione di 400mila franchi svizzeri per la libertà provvisoria di Moretti e della moglie: 200mila franchi a testa. Ora tocca al Tribunale decidere se concedere la libertà sotto cauzione in attesa del processo.

Nelle ultime ore è emerso che un amico della coppia si è offerto di pagare l’intera somma. In una lettera del 13 gennaio, l’avvocato Patrick Michod – legale di Moretti – ha comunicato al pubblico ministero che «un caro amico» vuole coprire la cauzione. Però ha chiesto che il nome resti segreto, per evitare possibili ritorsioni.

«Il mio cliente e sua moglie hanno ricevuto messaggi molto preoccupanti da terzi», si legge nella lettera. «Chiunque li aiuti potrebbe subire conseguenze spiacevoli». Una situazione che aggiunge tensione a una vicenda già difficile.

Accuse pesanti e misure restrittive

Jacques Moretti è in carcere a Sion. La moglie Jessica ha l’obbligo di firma e non può lasciare il Paese. Le accuse sono gravi: omicidio colposo, lesioni e incendio colposi. Gli investigatori stanno ancora cercando di capire cosa abbia scatenato l’incendio che ha distrutto Le Constellation la notte del 31 dicembre.

La comunità di Crans-Montana è sotto choc. I familiari delle vittime chiedono risposte chiare e veloci. Nel frattempo il processo va avanti tra interrogatori, perizie e attesa delle decisioni del tribunale.

Fuori dal tribunale, silenzio e dolore

Davanti al palazzo di giustizia l’atmosfera è carica di tensione. Alcuni abitanti si sono radunati fin dalle prime ore del mattino, in silenzio. Qualcuno tiene una candela accesa, altri parlano a bassa voce. «Non ci aspettavamo una tragedia così qui», ha detto una donna del posto, visibilmente commossa.

Per ora la priorità è far luce su quanto è successo e capire chi ha responsabilità. Solo allora, forse, si potrà davvero ricominciare a guardare avanti.