Amsterdam, 17 gennaio 2026 – Il prezzo del gas naturale ha fatto un nuovo balzo sulla piazza Ttf di Amsterdam, chiudendo ieri vicino ai 37 euro al megawattora. Un livello che non si vedeva dallo scorso giugno e che, secondo gli operatori, nasce da una miscela di tensioni geopolitiche e condizioni climatiche avverse. Il contratto future di febbraio ha chiuso a 36,88 euro, con un rialzo dell’11,22% rispetto al giorno prima. Così, il prezzo è salito di oltre il 27% dall’inizio dell’anno.
Geopolitica e freddo spingono il gas al rialzo
Gli analisti spiegano che la corsa del gas naturale è legata soprattutto alle previsioni di una nuova ondata di freddo in arrivo sull’Europa Occidentale. Le temperature, già in discesa, dovrebbero calare ancora tra fine gennaio e inizio febbraio. “Le previsioni meteo parlano chiaro: tra il 25 e il 31 gennaio ci aspetta una settimana di gelo”, racconta un trader della City di Londra che segue da vicino il mercato olandese. A complicare il quadro ci sono le tensioni internazionali: la possibile chiusura del gasdotto tra Iran e Turchia, minacciata da un possibile attacco statunitense nella regione, ha creato nuove incertezze sull’approvvigionamento.
Norvegia, manutenzioni e impatto sui prezzi
Non è solo la geopolitica a far muovere i prezzi. In Norvegia diversi impianti sono fermi per manutenzione programmata. Questo Paese, che copre più del 30% del fabbisogno europeo di gas, è un fornitore chiave per molti Stati dell’Unione. “Ogni fermo in Norvegia si riflette subito sui prezzi”, spiega un funzionario del Ministero dell’Energia norvegese. I lavori dovrebbero finire entro fine mese, ma per ora il mercato resta teso.
Bollette più care per famiglie e imprese
L’aumento sulla piazza Ttf di Amsterdam si traduce in un effetto a catena sulle bollette di famiglie e aziende in tutta Europa. In Italia, le stime preliminari di Nomisma Energia parlano di un rincaro tra il 5 e il 7% già da febbraio. “Siamo in un momento delicato: i consumatori rischiano di pagare il prezzo delle tensioni internazionali”, commenta Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. Intanto, le associazioni dei consumatori chiedono al governo interventi per tutelare le fasce più deboli.
Mercati in tensione: alta volatilità e attesa
Gli operatori finanziari seguono con attenzione l’evoluzione dei prezzi. Il future Ttf di febbraio ha registrato volumi superiori alla media degli ultimi mesi, segno che cresce l’incertezza tra gli investitori. “La volatilità è alta: basta una notizia dall’Iran o dalla Norvegia per far muovere i prezzi anche del 10% in poche ore”, confida un broker milanese. Gli esperti invitano alla prudenza: se il freddo dovesse attenuarsi o le tensioni geopolitiche allentarsi, i prezzi potrebbero scendere velocemente.
Europa sotto pressione: strategie e dipendenze
Bruxelles osserva con attenzione gli sviluppi. La Commissione europea ha ribadito l’impegno a diversificare le fonti di approvvigionamento e a rafforzare le riserve strategiche. “La sicurezza energetica è una priorità”, ha detto ieri una portavoce della Commissione. Tuttavia, la forte dipendenza dal gas norvegese e dalle rotte mediorientali rende ancora fragile l’equilibrio europeo.
Cosa ci aspetta nei prossimi mesi
Guardando avanti, molto dipenderà da come andranno le temperature e dalla situazione internazionale. Gli esperti non escludono nuovi scossoni sui mercati nelle settimane a venire. “Il 2026 è partito con segnali chiari: il gas resta un mercato molto esposto a shock improvvisi”, conclude Tabarelli. Per ora, famiglie e imprese devono prepararsi a un inverno più caro del previsto.
