Giovanna Scotti: la 19enne di Parma diventata icona della destra estrema americana senza saperlo

Giovanna Scotti: la 19enne di Parma diventata icona della destra estrema americana senza saperlo

Giovanna Scotti: la 19enne di Parma diventata icona della destra estrema americana senza saperlo

Matteo Rigamonti

Gennaio 17, 2026

Parma, 17 gennaio 2026 – Giovanna Scotti, 19 anni, influencer parmigiana con oltre 700 mila follower su Instagram e 2 milioni su TikTok, si è trovata suo malgrado al centro di un caso di manipolazione digitale che ha coinvolto ambienti dell’estrema destra statunitense. Secondo la Gazzetta di Parma, alcune sue immagini sono state modificate con l’intelligenza artificiale e diffuse online senza il suo consenso, trasformandola in una presunta icona della cosiddetta “bellezza ariana”.

Immagini alterate, una manipolazione che fa discutere

Le foto di Giovanna Scotti, originariamente postate sui suoi profili social e dedicate a temi come moda e lifestyle, sono state ritoccate per mostrarla con copricapi fascisti, il braccio alzato in segno di saluto e la divisa delle SS. In alcune versioni, accanto a lei appare anche il simbolo dell’aquila della Repubblica Sociale Italiana. Tutto questo, a quanto risulta da fonti vicine alla famiglia, senza che la ragazza ne sapesse nulla.

Il fenomeno ha preso piede soprattutto su piattaforme come X (ex Twitter), dove account anonimi e profili legati a movimenti estremisti hanno rilanciato le immagini, accompagnandole con definizioni come “musa rinascimentale”, “bellezza europea originaria” o addirittura “entità psichica” inventata dalla destra radicale. In un tweet diventato virale l’8 gennaio, un utente ha persino ipotizzato, senza alcuna prova, un legame di parentela con la famiglia Mussolini.

Una battaglia culturale che si gioca sul web

Dalle prime ricostruzioni emerge che questa vicenda fa parte di una più ampia strategia di appropriazione di volti e simboli da parte di gruppi ai margini del dibattito pubblico. L’obiettivo, spiegano alcuni esperti di comunicazione digitale contattati dalla Gazzetta di Parma, è creare “miti contemporanei” usando la popolarità di volti giovani e attraenti, spesso ignari di come vengono strumentalizzati.

“È una manipolazione che usa l’intelligenza artificiale per trasformare l’immagine pubblica in uno strumento ideologico”, spiega un docente di media studies dell’Università di Bologna. “Chi finisce coinvolto diventa un simbolo senza averlo scelto”. Il rischio, dicono gli analisti, è alimentare una vera e propria “guerra culturale” che si combatte soprattutto online, dove il confine tra realtà e finzione si fa sempre più sottile.

Nessuna parola da parte di Giovanna Scotti

Per ora, Giovanna Scotti non ha rilasciato commenti pubblici sulla vicenda. Sui suoi profili social — aggiornati regolarmente con contenuti su outfit, viaggi e consigli di bellezza — non si trova alcun riferimento a quanto accaduto. Fonti vicine alla famiglia parlano di “sconcerto” e “preoccupazione” per la diffusione incontrollata delle immagini ritoccate.

Secondo quanto raccolto da alanews.it, la giovane starebbe valutando con i genitori e un legale le mosse da fare per difendere la propria immagine. “Non ce lo aspettavamo proprio”, ha confidato una persona del suo entourage. “Giovanna non si è mai interessata di politica, né ha mai espresso opinioni in merito”.

Intelligenza artificiale e il rischio per chi crea contenuti online

Il caso Scotti riporta al centro il tema della vulnerabilità degli influencer e dei creator digitali davanti alle nuove tecnologie di manipolazione delle immagini. L’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale generativa permette di modificare foto e video in modo così realistico da rendere difficile capire cosa è vero e cosa no.

Un rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Disinformazione Digitale segnala che nel 2025 sono stati registrati oltre 1.200 casi di deepfake contro personaggi pubblici italiani. “Proteggere l’identità digitale è una sfida urgente”, afferma il presidente dell’Osservatorio. “Ci vogliono regole e strumenti per difendere chi usa i social”.

Un caso che fa riflettere sulla società digitale

La storia di Giovanna Scotti, diventata suo malgrado simbolo di un racconto che non le appartiene, mette in luce problemi importanti legati a privacy, identità e responsabilità nell’era dei social. In attesa di una sua dichiarazione ufficiale, il caso continua a far discutere addetti ai lavori e utenti della rete.

Intanto, tra Parma e il web, cresce l’attenzione sui pericoli della manipolazione digitale e della diffusione incontrollata delle immagini personali. Una realtà che, come dimostra questa vicenda, può travolgere chiunque, anche chi si limita a condividere la propria vita quotidiana online.