Il prete costretto a risarcire il condominio per i bambini che giocano con il Supersantos

Il prete costretto a risarcire il condominio per i bambini che giocano con il Supersantos

Il prete costretto a risarcire il condominio per i bambini che giocano con il Supersantos

Matteo Rigamonti

Gennaio 17, 2026

Palermo, 17 gennaio 2026 – La parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù dovrà versare 45mila euro di risarcimento ai condomini di via Filippo Parlatore 42, nel cuore di Palermo. La sentenza, firmata lo scorso novembre dal giudice Filippo Lo Presti, chiude una lunga battaglia iniziata nel 2015. Al centro, il rumore provocato dai bambini che giocavano a pallone nell’oratorio, spesso con il celebre Supersantos, quel pallone arancione di gomma.

Otto anni di protesta per il rumore in quartiere

Tutto è partito quasi dieci anni fa, quando alcuni residenti del condominio hanno cominciato a lamentarsi per il disturbo causato dal via vai nell’oratorio. I bambini del quartiere – ma anche qualche adulto – si ritrovavano nel cortile della parrocchia dalle 16 alle 20 nei giorni feriali, mentre nel weekend si giocava fino a mezzanotte. “Non è solo una questione di orari”, racconta uno dei condomini. “Era un rumore continuo, che ti impediva anche solo di riposare”.

Nel 2019 il tribunale aveva già imposto delle regole: le attività dovevano finire entro le 20 e si poteva usare solo il Supersantos, ritenuto meno rumoroso dei palloni da calcio normali. Ad agosto, l’oratorio doveva restare in silenzio. La parrocchia aveva anche messo delle barriere di gommapiuma per attenuare i colpi contro i muri.

Tra proposte di pace e la realtà dell’oratorio

Ma nonostante queste misure, la tensione non è calata. Il parroco aveva offerto un risarcimento di 5mila euro per chiudere la questione senza ricorrere al giudice, ma i residenti hanno detto no. “Abbiamo sempre detto che l’oratorio è un punto di riferimento per i ragazzi del quartiere”, spiega don Salvatore. “Qui trovano un posto sicuro dove stare insieme e giocare”. Ma non è bastato. Né i condomini né il giudice si sono fatti convincere.

Il contenzioso è andato avanti per anni, con perizie tecniche e testimonianze. I residenti hanno portato anche fatture di psicoterapeuti e prescrizioni di antidepressivi, per mostrare quanto il rumore continuo abbia pesato sulla loro salute mentale.

La sentenza: danni economici e psicologici riconosciuti

A novembre 2025 è arrivata la decisione definitiva: i condomini riceveranno 45mila euro di risarcimento. Il giudice ha motivato la scelta con due punti chiave: il danno economico, legato al calo del valore degli immobili a causa del disturbo, e il danno morale, cioè il disagio e la sofferenza dimostrati dai residenti.

Negli atti si legge che alcuni condomini hanno dovuto cambiare gli infissi danneggiati dalle pallonate. Altri hanno presentato certificati medici che parlano di ansia e insonnia. “Non si poteva più andare avanti così”, confida una residente. “Abbiamo dovuto chiedere aiuto a uno specialista”.

Il difficile equilibrio tra gioco e tranquillità

Questa storia mette in luce un problema che riguarda molte città: come far convivere il diritto dei bambini a giocare, soprattutto dove mancano spazi pubblici, con quello dei residenti a vivere in pace. Il giudice Lo Presti ha scritto nella sentenza che “la funzione sociale dell’oratorio è indubbia”, ma che “il diritto al riposo e alla salute dei residenti non può essere sacrificato”.

Oggi, nell’atrio della parrocchia di via Parlatore è tornato il silenzio. I bambini cercano nuovi posti dove giocare, mentre i condomini aspettano che arrivi il risarcimento. Una soluzione definitiva, però, sembra ancora lontana. “Non volevamo arrivare a questo punto”, ammette don Salvatore. “Ma non c’erano alternative”.

La vicenda di Palermo riapre il dibattito su come gestire la convivenza nelle città, tra esigenze diverse che non sempre si riescono a far andare d’accordo.