La foto inquietante della lama in classe: il momento prima dell’omicidio su Whatsapp

La foto inquietante della lama in classe: il momento prima dell'omicidio su Whatsapp

La foto inquietante della lama in classe: il momento prima dell'omicidio su Whatsapp

Matteo Rigamonti

Gennaio 17, 2026

La Spezia, 17 gennaio 2026 – Un coltello da venti centimetri, portato in classe e fotografato in un’immagine che ha fatto il giro di Whatsapp tra gli studenti, è stato l’arma con cui è stato ucciso Abanoub Youssef, 18 anni, all’istituto professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia. L’omicidio, avvenuto ieri mattina, ha scosso profondamente la scuola e l’intera città, sollevando dubbi sulla sicurezza dentro le aule.

L’aggressione e la foto che gira tra gli studenti

Secondo i primi accertamenti della polizia, il ragazzo arrestato, un compagno di 19 anni, avrebbe portato il coltello da casa. La lama, lunga venti centimetri, è stata immortalata in una foto scattata in aula pochi minuti prima dell’aggressione. Nell’immagine, che si è diffusa rapidamente nelle chat, si vede il coltello appoggiato sul banco, tra quaderni e zaini. “Era tranquillo, nessuno si aspettava che potesse succedere una cosa del genere”, ha raccontato un compagno ancora sotto choc.

Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica: l’aggressione sarebbe avvenuta poco dopo le 11, durante una pausa tra le lezioni. Alcuni testimoni parlano di dissidi tra i due nei giorni precedenti. Il 19enne, fermato subito dopo, rischia ora l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione.

La scuola sotto choc, studenti in lacrime

All’istituto “Domenico Chiodo”, in via XXIV Maggio, il silenzio è calato già dal primo pomeriggio. Gli studenti sono usciti a piccoli gruppi, molti con gli occhi rossi per le lacrime. “Non ci sentiamo più sicuri”, ha detto una ragazza di terza. I professori hanno provato a rassicurare, ma la tensione si sente ancora forte. “Qui non era mai successo niente di simile”, ha detto una docente visibilmente scossa.

La preside ha convocato un consiglio straordinario per decidere misure urgenti sulla sicurezza. Nel frattempo, la foto del coltello continua a girare sui telefoni, aumentando paura e domande. “Non si può entrare a scuola con un coltello così”, si sente ripetere nei corridoi.

Il sindaco Peracchini e il dibattito sull’integrazione

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini, ospite ieri sera a “Otto e mezzo” su La7. “Purtroppo c’è una cultura dell’uso di questi coltelli che è davvero inaccettabile”, ha detto il primo cittadino. Ha ricordato che la città conta circa 20mila stranieri su quasi 100mila abitanti: “Tutti lavorano, anche se vengono da mondi diversi. Ma è chiaro che l’uso dei coltelli riguarda solo certe etnie. Dobbiamo fare molto di più”.

Le sue parole hanno acceso un acceso dibattito sui social e tra le associazioni. Alcuni rappresentanti delle comunità straniere hanno chiesto di non generalizzare: “Non si può ridurre tutto a una questione etnica”, ha spiegato Ahmed El Sayed, presidente di un’associazione culturale egiziana locale. “Serve dialogo, non divisione”.

Indagini aperte e la sicurezza nelle scuole sotto la lente

Intanto gli inquirenti continuano a sentire compagni e insegnanti per capire bene i rapporti tra i due ragazzi e se ci fossero segnali d’allarme. La procura di La Spezia ha aperto un fascicolo per omicidio aggravato e valuta la posizione del 19enne.

Sul fronte sicurezza, il caso riapre il dibattito su come si entra nelle scuole e sui controlli all’ingresso. Il ministero dell’Istruzione ha fatto sapere che seguirà da vicino la situazione e che valuterà nuove linee guida per evitare che episodi così si ripetano.

Intanto, in città, i messaggi di cordoglio per la famiglia di Abanoub Youssef si moltiplicano. Questa sera è prevista una veglia silenziosa davanti all’istituto “Chiodo”, mentre la comunità si interroga su come una lama così lunga abbia potuto entrare in una classe senza che nessuno se ne accorgesse.