La scienza e democrazia: un legame da proteggere insieme

La scienza e democrazia: un legame da proteggere insieme

La scienza e democrazia: un legame da proteggere insieme

Giada Liguori

Gennaio 17, 2026

Roma, 17 gennaio 2026 – Scienza e democrazia sono legate da un filo sottile, ma solido. A sottolinearlo ieri mattina è stato Sven Lidin, presidente della Reale Accademia Svedese delle Scienze, intervenuto alla conferenza presso l’Accademia Nazionale dei Lincei. Un appello chiaro e diretto alle istituzioni accademiche: “Le **Accademie devono difendere la scienza, entrare nel dibattito pubblico e parlare con i politici, trovando un modo per essere presi sul serio”, ha detto Lidin davanti a una platea di studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni scientifiche italiane.

Libertà accademica sotto pressione in un mondo in crisi

Durante il suo intervento, Lidin ha mostrato tutta la sua preoccupazione per una tendenza che definisce “deprimente”: in molte parti del mondo, la libertà accademica viene messa da parte o ridotta”. “Non possiamo più restare in silenzio”, ha detto, ricordando come oggi si accumulano crisi di ogni tipo, che si intrecciano e si sovrappongono. “Siamo circondati da problemi che si presentano quasi tutti insieme”, ha evidenziato. Tra questi, la crisi climatica**: “Purtroppo è scivolata in fondo alle priorità. Eppure dovrebbe essere affrontata con politiche basate sui fatti, non piegate alle ideologie”.

Le Accademie devono farsi sentire

Per Lidin, le Accademie delle scienze devono trovare il giusto equilibrio tra difendere i propri valori e adattarsi a una società che cambia in fretta. “Dobbiamo far sentire la nostra voce nel dibattito pubblico”, ha ribadito. Le istituzioni scientifiche hanno il compito di migliorare la scienza e, attraverso essa, la società stessa. Gli strumenti ci sono: pubblicazioni, finanziamenti alla ricerca, eventi, valutazioni indipendenti e premi per chi si distingue sul piano scientifico.

Scetticismo e nostalgia del passato, un problema reale

Un passaggio chiave del discorso di Lidin ha riguardato il crescente scetticismo verso i progressi scientifici. “Sempre più persone mettono in dubbio i risultati della scienza”, ha detto il presidente della Reale Accademia Svedese. Un esempio su tutti: i vaccini. “C’è chi rimpiange un passato che però non garantiva il benessere che oggi consideriamo normale”, ha sottolineato Lidin, riferendosi ai movimenti anti-vaccinazione che negli ultimi anni hanno guadagnato spazio anche nel dibattito pubblico europeo.

Chiarezza e responsabilità nella comunicazione

Rispondere a chi dubita della scienza richiede decisione. “Dobbiamo essere chiari e decisi: abbiamo la responsabilità di difendere la scienza”, ha concluso Lidin. Un messaggio che ha trovato consenso anche tra gli accademici italiani presenti. “La sfida è comunicare bene senza semplificare troppo”, ha commentato a margine la conferenza Giovanni Rossi, docente di fisica all’Università La Sapienza. “Solo così – ha aggiunto – potremo riconquistare fiducia e autorevolezza”.

Italia, tra libertà accademica e dialogo con la società

In Italia il tema della libertà accademica e del ruolo delle istituzioni scientifiche nel dibattito pubblico resta centrale. L’Accademia dei Lincei, fondata nel 1603 e oggi guidata da Roberto Antonelli, ha promosso negli ultimi anni molte iniziative per rafforzare il dialogo tra scienza e società. “Non basta produrre conoscenza – ha detto Antonelli all’apertura della conferenza – bisogna anche saperla trasmettere e difendere”.

La conferenza si è chiusa poco dopo le 13, tra strette di mano e chiacchiere nei corridoi di palazzo Corsini. Un appuntamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, è solo il primo passo per riportare la scienza al centro della discussione pubblica e riaffermarne il ruolo come pilastro della democrazia di oggi.