Roma, 17 gennaio 2026 – Le Accademie scientifiche si confermano un punto di forza nel panorama europeo, capaci di guardare avanti senza i vincoli che spesso rallentano le università. Lo ha detto ieri Sven Lidin, presidente della Accademia Reale Svedese delle Scienze, durante un incontro pubblico nella sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei a Roma. L’appuntamento, iniziato alle 10.30 nella storica sala di Palazzo Corsini, ha visto riuniti accademici e ricercatori da tutta Europa per discutere il ruolo delle istituzioni scientifiche oggi.
Accademie libere e il pericolo di perdere la libertà scientifica
Per Lidin, le Accademie sono come “jolly nel mazzo di carte europeo”, capaci di adattarsi e cambiare le regole del gioco quando serve. “Le università, invece, sono spesso bloccate da interessi politici ed economici che ne indirizzano gli obiettivi”, ha spiegato davanti a circa 200 persone. “Le Accademie, invece, restano libere e puntano solo sulla qualità della scienza”. Un concetto che ha guadagnato un applauso, in particolare dai giovani ricercatori in prima fila.
Ma il presidente svedese ha anche lanciato l’allarme sulla libertà accademica. “Quando la scienza viene piegata a ideologie o si mette in discussione la ricerca di base, si rischia di frenare il progresso”, ha avvertito. Definire la ricerca fondamentale come “inutile” è un errore che può avere conseguenze pesanti per la società europea.
Scienze umane e sociali: una difesa da non sottovalutare
Un altro passaggio chiave è stato dedicato alle scienze sociali e umanistiche, spesso le prime a subire tagli e pressioni. Lidin ha sottolineato come difendere queste discipline significhi difendere la libertà di pensiero. “Molte delle sfide di oggi – dalla crisi climatica alle trasformazioni tecnologiche – chiedono una visione ampia, capace di unire competenze diverse”.
Tra il pubblico, diversi docenti universitari hanno annuito. “È un tema che ci riguarda da vicino”, ha raccontato a margine Maria Grazia Rossi, docente di filosofia alla Sapienza. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a tagli ai fondi e a una crescente marginalizzazione delle scienze umanistiche”.
Le sfide per il futuro della ricerca in Europa
Guardando avanti, Lidin ha indicato alcune priorità per rafforzare le Accademie europee. Prima di tutto, serve cambiare il modo in cui si valutano le pubblicazioni scientifiche: più attenzione alla qualità, meno alla quantità. “Dobbiamo premiare chi porta innovazione vera, non chi pubblica solo per collezionare titoli”.
Altro tema importante è il sostegno ai giovani ricercatori, spesso penalizzati da carriere fragili e finanziamenti incerti. Lidin ha invitato le Accademie a lavorare insieme per costruire reti di collaborazione solide e offrire opportunità reali alle nuove generazioni.
Accademie: tra torri d’avorio e pilastri della società
Nel suo discorso, Lidin ha sottolineato la doppia faccia delle Accademie: da un lato “torri d’avorio”, custodi della scienza; dall’altro, “pilastri della società” chiamati a farsi sentire nel dibattito pubblico. “Non possiamo restare in silenzio”, ha detto con decisione. Le Accademie devono dialogare con le istituzioni e con i cittadini, per aiutare a prendere decisioni importanti.
In chiusura, Lidin ha ricordato: “La scienza non ha la verità assoluta, ma è il metodo più potente che abbiamo per avvicinarci a essa”. Una frase che riassume bene lo spirito dell’incontro romano: difendere l’indipendenza della ricerca per garantire il progresso dell’Europa.
