Prenota la tua stanza nel primo hotel sulla Luna con una caparra da un milione di euro!

Prenota la tua stanza nel primo hotel sulla Luna con una caparra da un milione di euro!

Prenota la tua stanza nel primo hotel sulla Luna con una caparra da un milione di euro!

Giada Liguori

Gennaio 17, 2026

San Francisco, 17 gennaio 2026 – Prenotare una camera nel primo hotel sulla Luna con un deposito fino a un milione di dollari: è questa la proposta lanciata oggi dalla startup californiana Galactic Resource Utilization Space (GRU), fondata dal ventunenne Skyler Chan. L’annuncio, pubblicato sul nuovo sito dell’azienda, segna un salto audace nel turismo spaziale di lusso, anche se – va detto – l’hotel esiste solo nei rendering digitali e l’apertura è prevista, sulla carta, per il 2032.

Un sogno lunare che costa caro

GRU ha spiegato che chi vuole prenotare può scegliere tra due tipi di caparra: 250.000 o un milione di dollari, a seconda del pacchetto. Il prezzo finale per una notte sulla Luna? Ancora da definire, ma la società avverte che potrebbe superare i 10 milioni di dollari. “Puoi chiedere il rimborso completo della caparra in qualsiasi momento dopo i primi 30 giorni”, si legge sul sito. Non è invece rimborsabile la quota di iscrizione, fissata a 1.000 dollari.

Il progetto è nato durante l’esperienza di Chan nell’acceleratore Y-Combinator e ha già attirato investitori legati a SpaceX e Anduril, azienda specializzata in sistemi di difesa autonomi. “Abbiamo raccolto fondi da chi crede nella frontiera spaziale”, ha detto Chan in una nota diffusa ieri sera. Il messaggio è chiaro: “Assicurati un posto nella storia”, recita lo slogan sulla home page.

Come sarà costruito l’hotel sulla Luna

La costruzione dovrebbe partire nel 2029, ma solo dopo l’ok delle autorità competenti. Secondo i documenti di GRU, l’hotel sarà formato da diversi moduli abitativi assemblati direttamente sulla superficie lunare. Il materiale? Una parte verrà ricavata proprio dal suolo lunare, grazie a un sistema automatico che trasformerà la regolite in strutture solide.

“Stiamo mettendo a punto un metodo per usare le risorse locali, così da abbassare i costi e aumentare la sicurezza”, ha spiegato Chan durante una presentazione online. L’idea è evitare di portare grandi quantità di materiali dalla Terra, puntando invece su stampa 3D e robotica avanzata.

Tra entusiasmo e dubbi degli investitori

L’annuncio ha subito acceso il dibattito tra esperti e appassionati di turismo spaziale. Da una parte, c’è chi vede in questa iniziativa un segnale della crescente fiducia degli investitori privati nel settore. Dall’altra, non mancano i dubbi: “Siamo ancora lontani da una vera sostenibilità economica per progetti del genere”, ha commentato ieri sera John Logsdon, docente emerito alla George Washington University.

Anche tra i potenziali clienti – imprenditori della Silicon Valley, manager e qualche celebrità – le reazioni sono contrastanti. “È affascinante, ma prima di mettere un milione sul tavolo vorrei almeno vedere una navicella pronta a decollare”, ha confessato un venture capitalist californiano che ha preferito restare anonimo.

Tempistiche, regole e cosa aspettarsi

La startup precisa che la selezione dei candidati partirà nei prossimi mesi e che ogni prenotazione sarà legata alle future autorizzazioni delle agenzie spaziali internazionali. La tabella di marcia parla di inizio lavori nel 2029 e apertura dell’hotel nel 2032, ma i promotori ammettono che si tratta di un piano ottimista.

Nel frattempo, il sito di GRU continua a ricevere richieste di informazioni. “C’è molto interesse, soprattutto dagli Stati Uniti e dal Medio Oriente”, ha detto Chan ai giornalisti. Eppure, tra rendering futuristici e slogan ambiziosi, resta da vedere se davvero qualcuno oggi sia pronto a versare una caparra milionaria per una vacanza che, per ora, è solo un sogno tra le stelle.