Padova, 17 gennaio 2026 – Un giovane portiere d’albergo di 24 anni, originario di Cassino (Frosinone), è a processo a Padova con l’accusa di violenza sessuale su una studentessa universitaria. I fatti risalgono a maggio 2024. Il procedimento, seguito dalla giudice Laura Alcaro, è arrivato al rito abbreviato, con la sentenza prevista per il prossimo 29 gennaio. Il pubblico ministero Sergio Dini ha chiesto una condanna a due anni di reclusione.
Una notte tra festa e violenza
La Procura di Padova ha ricostruito così quella sera: la giovane, iscritta a Ingegneria navale in un ateneo ligure, era in città per vedere un cugino. Si trovava a una festa di laurea in un locale del centro. Testimoni sentiti dalla squadra mobile raccontano che la ragazza aveva bevuto diversi superalcolici, finendo in uno stato di forte ubriachezza.
Durante la serata ha conosciuto il portiere d’albergo, che lavorava in un hotel poco distante. Secondo l’accusa, il ragazzo avrebbe approfittato del suo stato e l’avrebbe convinta a seguirlo nell’albergo. Una volta soli in una stanza, sarebbe avvenuto il rapporto sessuale contestato.
Il mattino dopo: la denuncia
La mattina seguente, la studentessa – visibilmente scossa – è stata vista da un barista mentre vagava vicino al locale dove si era svolta la festa. Solo allora ha capito di aver avuto un rapporto senza aver potuto dare un consenso chiaro. Tornata nella sua città universitaria ligure, è andata al pronto soccorso e ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine.
Gli agenti hanno raccolto diverse testimonianze, tutte a conferma dell’alterazione alcolica della ragazza. “Era molto confusa, non riusciva a stare in piedi”, ha detto un invitato.
Le indagini e la difesa dell’imputato
Le indagini si sono concentrate sulle ore dopo la festa, seguendo i movimenti della giovane e del portiere. I controlli hanno confermato che la ragazza è entrata nell’hotel con il giovane poco dopo le due di notte. L’imputato, difeso da un legale di Padova, sostiene che il rapporto sia stato consenziente. “Non ho costretto nessuno”, ha detto negli interrogatori.
La Procura, invece, sostiene che la ragazza non fosse in grado di dare un consenso valido a causa dell’ubriachezza. “L’abuso si è consumato sfruttando proprio questo stato di alterazione”, ha detto il pm Dini nella richiesta di condanna.
Processo in corso, sentenza in arrivo
Il processo si sta svolgendo con rito abbreviato davanti alla giudice Alcaro. Questa scelta permette di arrivare a una decisione più veloce e prevede uno sconto di pena in caso di condanna. La difesa chiede l’assoluzione, sostenendo che non ci siano prove sufficienti per dimostrare la mancanza di consenso.
La sentenza arriverà il 29 gennaio. In aula ci saranno sia la giovane vittima sia l’imputato, con i loro avvocati. “Aspettiamo che venga fatta chiarezza”, ha detto una persona vicina alla famiglia della ragazza.
Un caso che riaccende il dibattito sul consenso
La vicenda ha riaperto il dibattito in città sul tema del consenso nei rapporti sessuali e sulla fragilità delle vittime quando sono sotto l’effetto di alcol o altre sostanze. Diverse associazioni studentesche di Padova hanno espresso solidarietà alla giovane e chiesto più attenzione durante feste e eventi universitari.
Secondo il Centro Antiviolenza locale, nel 2025 sono state denunciate oltre 40 violenze simili nella provincia di Padova. Un segnale che il problema è ancora molto diffuso e spesso nascosto.
La storia è ancora aperta: tra pochi giorni il tribunale deciderà su un caso che ha scosso non solo l’università, ma tutta la città.
