La Spezia, 17 gennaio 2026 – Abanoub Youssef, 18 anni, è morto ieri all’ospedale Sant’Andrea dopo essere stato accoltellato in classe all’istituto professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia. L’aggressione, avvenuta poco dopo mezzogiorno del 16 gennaio, ha sconvolto la scuola e riaperto il dibattito sulla sicurezza nelle scuole italiane. Il presunto aggressore, un compagno di 19 anni, è stato arrestato con l’accusa di omicidio.
Aggressione in aula: cosa è successo davvero
Secondo la Squadra mobile, la lite tra i due sarebbe scoppiata durante la ricreazione, nei bagni della scuola. A scatenare il litigio sarebbero stati motivi sentimentali, anche se gli investigatori stanno ancora ascoltando testimoni e raccogliendo informazioni. È lì che il 19enne avrebbe tirato fuori un coltello da cucina grande. Da quel momento la situazione è precipitata: Abanoub ha cercato di scappare in aula, ma l’aggressore lo ha seguito e lo ha colpito all’addome, perforandogli la milza.
I compagni di classe, che hanno assistito alla scena, raccontano di aver visto Abanoub entrare in aula visibilmente sconvolto. “Non era lucido”, ha detto uno studente a La Nazione. Poi, all’improvviso, è arrivato l’altro ragazzo armato e ha sferrato il colpo. “Ha colpito forte al fianco”, ha aggiunto un altro testimone.
Il soccorso e il disperato tentativo dei medici
Le condizioni di Abanoub Youssef sono subito apparse gravissime. La perdita di sangue era tanta, così la Croce Rossa e il 118 sono intervenuti in fretta per stabilizzarlo. Portato d’urgenza nella shock room dell’ospedale Sant’Andrea, è stato operato subito. I medici hanno lottato a lungo per rianimarlo, dopo un arresto cardiaco durato quasi 45 minuti. Ma, nonostante ogni sforzo, nella serata di ieri è arrivata la conferma della morte.
L’arresto e il ruolo decisivo del professore
L’aggressore è stato fermato da un insegnante presente in aula, che è riuscito a disarmarlo prima che arrivasse la polizia. Gli agenti sono giunti pochi minuti dopo la chiamata d’emergenza e hanno arrestato il giovane in flagranza di reato. Ora si trova in stato di fermo alla questura della Spezia con l’accusa di omicidio.
Gli investigatori stanno ascoltando docenti e studenti per ricostruire ogni dettaglio. Dalle prime testimonianze emerge un quadro di tensioni personali che sono esplose in modo violento e improvviso. “Una morte assurda, una vicenda assurda”, ha detto il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, davanti ai giornalisti. “È inaccettabile che in un paese civile qualcuno possa entrare a scuola con un coltello e per una sciocchezza legata a una ragazza possa fare una cosa del genere”.
La città sotto choc, le reazioni ufficiali
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso “grande dolore per la morte del giovane studente dell’istituto ‘L. Einaudi – D. Chiodo’ della Spezia”. In una nota ha rivolto cordoglio alla famiglia di Abanoub, ai compagni, ai docenti e a tutto il personale della scuola.
Davanti all’ospedale Sant’Andrea si sono radunati una cinquantina di studenti e amici, insieme ai familiari. Volti tesi, lacrime, incredulità: la notizia si è diffusa rapidamente tra i corridoi e nei gruppi social. “Un dolore enorme per tutta la comunità”, ha detto ancora il sindaco Peracchini, che ha ribadito l’impegno delle istituzioni per promuovere modelli positivi tra i giovani.
Sicurezza nelle scuole: un problema che torna a galla
Questo episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle scuole e sulla prevenzione delle violenze tra adolescenti. Le forze dell’ordine stanno verificando se ci fossero segnali o episodi precedenti tra i due ragazzi. Intanto la procura della Spezia coordina le indagini per capire ogni responsabilità.
La città resta sotto choc per una tragedia che lascia tante domande aperte e una comunità in cerca di risposte.
