Copenaghen, 18 gennaio 2026 – Il ministro degli Esteri danese, Lars Løkke Rasmussen, ha dato il via oggi a un tour diplomatico di cinque giorni. Tappa dopo tappa, incontrerà i colleghi di Norvegia, Gran Bretagna e Svezia per affrontare la crescente preoccupazione sulla sicurezza nell’Artico. La missione, annunciata dal ministero degli Esteri di Copenaghen tramite l’agenzia Ritzau, arriva in un momento di forti tensioni geopolitiche e nuove pressioni internazionali sulla regione.
Prima tappa a Oslo: sicurezza artica al centro
Rasmussen è arrivato questa mattina a Oslo. Nel primo pomeriggio ha incontrato la ministra norvegese degli Esteri, Anniken Huitfeldt. Secondo fonti diplomatiche, il confronto si è focalizzato su “strategie comuni per rafforzare la presenza della Nato nell’Artico”. Negli ultimi mesi, questo tema ha preso sempre più spazio nei dialoghi tra i Paesi nordici. “In un mondo così instabile e incerto, la Danimarca ha bisogno di amici e alleati stretti”, ha detto Rasmussen in una nota ufficiale, sottolineando che la collaborazione con Norvegia, Gran Bretagna e Svezia resta “fondamentale per la stabilità della regione”.
Londra e Stoccolma: alleanze strette e ringraziamenti
Dopo Oslo, domani il ministro volerà a Londra per incontrare il segretario agli Esteri britannico, David Lammy. Da quanto si apprende dal Foreign Office, si parlerà delle “sfide comuni nell’Artico” e di come rispondere insieme alle crescenti tensioni internazionali. La visita si chiuderà venerdì a Stoccolma, dove Rasmussen vedrà la ministra degli Esteri svedese Tobias Billström. In ogni incontro, il capo della diplomazia danese vuole “ringraziare i partner per il sostegno in un momento difficile”, si legge nella nota diffusa ieri sera.
Il quadro difficile: la Groenlandia e le provocazioni di Trump
Questa missione arriva in un momento complicato, segnato dalle recenti provocazioni dell’ex presidente americano Donald Trump. Nelle ultime ore, Trump ha rilanciato la sua vecchia idea di “prendere possesso della Groenlandia”. Ieri, su Truth Social, ha scritto che “la Danimarca e altri Paesi europei saranno colpiti da una tariffa del 10%” a causa dei disaccordi sulla sovranità dell’isola artica. La Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca, è da tempo al centro di interesse per le sue risorse naturali e la sua posizione strategica.
La risposta europea: più Nato nell’Artico
Rasmussen ha chiarito: “Quello che ci unisce è la volontà di rafforzare il ruolo della Nato nell’Artico”. Una posizione che trova conferma nelle dichiarazioni dei partner europei. Sia Oslo sia Stoccolma hanno ribadito l’importanza di una presenza militare e diplomatica più solida, specie di fronte alle mosse della Russia e alle nuove rotte commerciali aperte dal cambiamento climatico. “Non vedo l’ora di discutere come procedere”, ha aggiunto il ministro danese, lasciando intendere che nei prossimi giorni potrebbero uscire nuove iniziative comuni.
Le reazioni: tra cautela e preoccupazione
Le prime risposte alle parole di Trump non si sono fatte attendere. A Copenaghen, fonti vicine al governo parlano di “preoccupazione per l’escalation verbale”, ma anche di “fiducia nella forza delle alleanze europee”. A Oslo, la ministra Huitfeldt ha detto che “la sicurezza dell’Artico non può essere messa sotto pressione da iniziative unilaterali”. A Londra, il Foreign Office ha confermato il sostegno alla Danimarca. La Commissione europea, invece, non ha rilasciato commenti ufficiali almeno fino al primo pomeriggio.
L’Artico, un dossier sempre più caldo
L’Artico resta uno dei temi più delicati sulla scena internazionale. Le visite di Rasmussen, che si concluderanno sabato mattina con un bilancio a Copenaghen, puntano a rafforzare una linea comune tra i partner europei. Un passo importante in vista dei prossimi vertici Nato e delle possibili conseguenze economiche annunciate dagli Stati Uniti. Sullo sfondo, la questione della Groenlandia con tutte le sue implicazioni politiche e commerciali. E la consapevolezza, tra i governi nordici, che la partita sull’Artico è appena cominciata.
