La rivoluzione spaziale: inaugurata la prima fabbrica di semiconduttori nell’orbita terrestre

La rivoluzione spaziale: inaugurata la prima fabbrica di semiconduttori nell'orbita terrestre

La rivoluzione spaziale: inaugurata la prima fabbrica di semiconduttori nell'orbita terrestre

Matteo Rigamonti

Gennaio 18, 2026

Londra, 18 gennaio 2026 – La startup britannica Space Forge ha appena fatto un passo storico: ha prodotto il suo primo plasma in orbita a bordo del satellite sperimentale ForgeStar-1. Così nasce la prima “fabbrica” commerciale di semiconduttori nello spazio. L’esperimento, svolto tra giugno e dicembre 2025, segna una svolta per l’industria dei materiali avanzati. Per la prima volta, la produzione commerciale di semiconduttori si sposta fuori dall’atmosfera terrestre, puntando a risultati mai raggiunti prima.

Semiconduttori nello spazio: la nuova frontiera dell’industria

Il punto chiave, spiegano gli esperti di Space Forge, è la microgravità. In orbita, gli atomi dei materiali semiconduttori – come il nitruro di gallio, il carburo di silicio o persino il diamante – si sistemano in modo più ordinato rispetto a quanto succede qui sulla Terra. Questo allineamento, reso possibile dall’assenza di gravità, consente di ottenere materiali con caratteristiche migliori: più efficienti, con meno difetti e prestazioni superiori nei dispositivi elettronici.

Secondo i calcoli dell’azienda, la produzione nello spazio potrebbe ridurre il consumo energetico dei futuri dispositivi elettronici fino al 60%. Se questi numeri si confermeranno su larga scala, sarà una rivoluzione per telecomunicazioni, informatica e persino per i sistemi quantistici.

ForgeStar-1: il satellite con la sua fornace da 1.000 gradi

Tutto è partito con il lancio di ForgeStar-1 a giugno 2025. Un satellite sperimentale, dotato di una fornace miniaturizzata capace di arrivare fino a 1.000 gradi. A dicembre, la fornace è stata accesa per la prima volta e dentro il laboratorio orbitante si è formato il plasma, un gas ionizzato che è la chiave per la crescita dei cristalli.

“Generare plasma in orbita è un punto di svolta”, ha detto Joshua Western, amministratore delegato e co-fondatore di Space Forge. “Abbiamo dimostrato che l’ambiente ideale per far crescere cristalli avanzati può essere creato su un satellite commerciale. È l’inizio di una nuova era produttiva”.

Dalla prova in orbita al ritorno a Terra

Ora ForgeStar-1 sta testando le apparecchiature e osservando come si comporta il plasma in microgravità. Gli ingegneri raccolgono dati preziosi sul processo di crescita dei cristalli e sulle possibili applicazioni. Quando questa fase sarà conclusa, il satellite tornerà sulla Terra con un atterraggio controllato, previsto entro fine anno.

Il prossimo passo sarà affidato a ForgeStar-2, che è già in fase avanzata di sviluppo. Questo nuovo satellite avrà uno scudo termico all’avanguardia, pensato per proteggere il carico durante il rientro e garantire che i semiconduttori prodotti nello spazio arrivino integri a destinazione.

Cosa significa per l’industria e cosa ci aspetta

Produrre semiconduttori di alta qualità nello spazio apre scenari completamente nuovi. I materiali realizzati in orbita potranno essere usati non solo nei dispositivi elettronici di tutti i giorni, ma anche nei sistemi quantistici e nel calcolo ad alte prestazioni. Le aziende del settore seguono con attenzione i risultati di Space Forge. “Siamo solo all’inizio”, ha detto un ingegnere coinvolto, “ma le possibilità sono davvero enormi”.

Per ora, la produzione è limitata a piccoli lotti di prova. Però, se i test andranno bene e i costi di lancio continueranno a scendere – come sperano gli analisti – la produzione spaziale potrebbe diventare una realtà consolidata nel prossimo decennio.

Una sfida aperta tra tecnologia e mercato

La strada è lunga e piena di ostacoli. Oltre alle difficoltà tecniche nel gestire processi industriali in microgravità, restano da risolvere i problemi logistici e i costi elevati delle missioni spaziali. Ma la determinazione di Space Forge e dei suoi partner è forte: la corsa ai semiconduttori “made in space” è appena cominciata.

La comunità scientifica internazionale guarda con grande interesse. “È una pietra miliare”, ha detto un ricercatore dell’Università di Cambridge, “che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui pensiamo alla produzione avanzata”. Nei prossimi mesi capiremo se questa scommessa potrà davvero rivoluzionare il settore.