La truffa della targa clonata: come i carabinieri ingannano gli anziani e come proteggersi

La truffa della targa clonata: come i carabinieri ingannano gli anziani e come proteggersi

La truffa della targa clonata: come i carabinieri ingannano gli anziani e come proteggersi

Matteo Rigamonti

Gennaio 18, 2026

Napoli, 18 gennaio 2026 – «Siamo i carabinieri, le hanno clonato la targa». Con questa frase, pronunciata al telefono in modo apparentemente rassicurante, una banda di truffatori sta raggirando anziani in diverse zone di Napoli e provincia. Il trucco? Usare la fiducia che le persone hanno nelle forze dell’ordine per entrare in casa e mettere a segno furti. Le indagini dei carabinieri hanno fatto emergere una truffa nuova, che si sta diffondendo in queste settimane, costruita con tanta cura da ingannare anche chi è più sospettoso.

La truffa svelata: come agiscono i falsi carabinieri

Il copione è sempre lo stesso, spiegano gli investigatori. Al telefono, una voce si presenta come carabiniere o agente di polizia, spesso con un accento locale perfetto. «La sua auto è stata usata per una rapina», dice il finto militare, aggiungendo che la targa sarebbe stata clonata da una banda di criminali. La vittima, quasi sempre una persona anziana che vive da sola, viene invitata a collaborare per dimostrare che non c’entra nulla.

Poi arriva il secondo complice. Si presenta alla porta – in divisa o con un tesserino falso – e chiede di vedere i gioielli e gli oggetti di valore in casa. «Dobbiamo verbalizzare che non fanno parte del bottino», spiega con un tono calmo, rassicurante. Spinto dalla paura di essere coinvolto, l’anziano mostra i preziosi senza sospettare nulla.

Il colpo in casa: come avviene il furto

Mentre il falso agente prende appunti su un modulo, chiede alla vittima di recuperare un documento d’identità per completare la verbalizzazione. È proprio in quel momento, approfittando di qualche secondo di distrazione, che il truffatore afferra i gioielli e scappa. Intanto il complice al telefono prosegue a parlare con l’anziano, dando spiegazioni e rassicurazioni. «Il collega è dovuto uscire un attimo, la aspettiamo in caserma per firmare i verbali», dice.

Solo quando la vittima si reca davvero in caserma o al commissariato, spesso a piedi o in auto come raccontano i parenti, si rende conto di essere stata ingannata. Nel frattempo, i truffatori sono già lontani. Dalle prime denunce raccolte dai carabinieri di Napoli Centro e Secondigliano, il bottino va da pochi monili a intere collezioni d’oro di famiglia. «Non mi sono accorta di nulla fino all’arrivo in caserma», ha raccontato una donna di 82 anni di Fuorigrotta.

Un fenomeno in aumento: l’allarme delle forze dell’ordine

Negli ultimi mesi, i casi simili sono aumentati, non solo a Napoli ma anche in provincia. Segnalazioni arrivano da Casoria, Torre del Greco e perfino dal Casertano. Gli investigatori parlano di una banda ben organizzata, formata da almeno tre persone, capaci di imitare diversi dialetti e di spostarsi velocemente tra i quartieri.

Il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Marco Di Stefano, ha dichiarato: «Stiamo lavorando per identificare i responsabili. Invitiamo tutti, soprattutto gli anziani, a non aprire mai la porta a sconosciuti e a chiamare subito il 112 in caso di dubbi». Anche la Questura ha diffuso un vademecum con consigli pratici: «Le forze dell’ordine non chiedono mai di mostrare oggetti di valore in casa», si legge nella nota inviata ai sindaci.

Difendersi dalla truffa: cosa fare e chi chiamare

Per non cadere nella trappola dei falsi carabinieri, le autorità danno qualche consiglio semplice ma importante. Prima regola: non fidarsi mai di chi si presenta all’improvviso senza un motivo chiaro. Se arriva una telefonata sospetta, è meglio chiudere subito e chiamare il 112 o la stazione dei carabinieri più vicina.

«Non bisogna mai mostrare soldi o gioielli a sconosciuti», ribadisce il maresciallo Antonio Russo della stazione Vomero-Arenella. «Se qualcuno insiste o mostra tesserini poco chiari, chiamateci subito». Le associazioni dei pensionati stanno organizzando incontri informativi nei centri anziani: «La prevenzione passa anche dal racconto delle esperienze», spiega Maria Esposito, presidente del circolo Auser Napoli.

L’appello alle famiglie: vigilare sulle persone più fragili

Le forze dell’ordine chiedono anche ai familiari di tenere gli occhi aperti su segnali strani: telefonate sospette, visite improvvise o richieste di documenti da parte di sconosciuti. «Parlatene spesso con i vostri cari», suggerisce il colonnello Di Stefano. Solo così, conclude, si può fermare un fenomeno che gioca sulla paura e sulla solitudine di chi è più fragile.

Foto copertina: SOLO777/DREAMSTIME