Macron minaccia l’Europa: attivazione di misure coercitive in vista di nuovi dazi

Macron minaccia l'Europa: attivazione di misure coercitive in vista di nuovi dazi

Macron minaccia l'Europa: attivazione di misure coercitive in vista di nuovi dazi

Matteo Rigamonti

Gennaio 18, 2026

Parigi, 18 gennaio 2026 – Il presidente francese Emmanuel Macron si prepara a chiedere l’attivazione dello strumento anticoercitivo dell’Unione europea nel caso in cui gli Stati Uniti decidano di imporre nuovi dazi sui prodotti europei. La decisione, anticipata da fonti vicine all’Eliseo, arriva in risposta alle minacce tariffarie di recente rilancio da parte del presidente americano Donald Trump, che ha riacceso le tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico.

Macron in prima linea per una risposta europea unita

Secondo quanto riferito dall’entourage presidenziale, Macron è “mobilitato per coordinare la risposta europea alle minacce tariffarie inaccettabili lanciate da Trump”. Già nelle prime ore di questa mattina, il presidente ha aperto una serie di contatti con i principali leader europei, tra cui il cancelliere tedesco Olaf Scholz e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’obiettivo è chiaro: difendere gli interessi dell’Unione e garantire una risposta compatta.

Fonti francesi sottolineano che la Francia è pronta a chiedere ufficialmente, “a nome di tutti i partner europei”, l’attivazione dello strumento anticoercitivo, un meccanismo pensato dall’Ue per reagire a misure economiche ostili provenienti da Paesi terzi. “Non possiamo permettere che vengano messi in discussione accordi faticosamente raggiunti”, ha spiegato un consigliere presidenziale, riferendosi all’intesa sulle tariffe siglata nell’estate del 2025 tra Bruxelles e Washington.

Accordo sulle tariffe a rischio dopo le minacce Usa

L’intesa raggiunta pochi mesi fa aveva alleggerito la pressione su settori chiave come automotive, agroalimentare e tecnologia. Ma le recenti dichiarazioni di Trump – che ha parlato apertamente di “nuove misure per proteggere l’industria americana” – hanno riacceso i timori di una nuova escalation. “L’atteggiamento americano mette in discussione la validità dell’accordo sulle tariffe concluso la scorsa estate”, hanno confidato fonti vicine a Macron.

A Bruxelles, la Commissione europea segue con attenzione l’evolversi della situazione. Un portavoce ha ricordato che “l’Ue resta aperta al dialogo, ma è pronta a difendere i propri interessi con tutti i mezzi necessari”. Il riferimento è proprio allo strumento anticoercitivo, approvato nel 2023 dopo anni di trattative, pensato per rispondere in modo rapido e coordinato alle pressioni economiche esterne.

Consultazioni serrate tra le capitali europee

Oggi Macron dovrebbe sentire al telefono anche il premier spagnolo Pedro Sánchez e la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni. L’idea, spiegano fonti diplomatiche, è quella di “costruire un fronte comune” prima che la questione venga discussa ufficialmente al prossimo Consiglio europeo straordinario, convocato per lunedì prossimo a Bruxelles.

A Parigi, l’atmosfera è tesa. Nei corridoi dell’Eliseo si avverte una certa preoccupazione per le possibili conseguenze sui mercati e sulle filiere produttive francesi. “Non possiamo permetterci una guerra commerciale proprio adesso”, ha ammesso un funzionario del ministero dell’Economia. Eppure, la linea della fermezza sembra prevalere: “Se serve, risponderemo colpo su colpo”.

Lo strumento anticoercitivo Ue spiegato semplice

Lo strumento anticoercitivo permette all’Ue di reagire con contromisure – come dazi o restrizioni commerciali – contro Paesi che adottano misure economiche considerate ingiuste o discriminatorie. Per attivarlo serve l’ok degli Stati membri e della Commissione. Ma, secondo fonti francesi, “la procedura potrebbe partire già nelle prossime ore se dagli Usa arriveranno segnali concreti”.

Per ora, dalla Casa Bianca non arrivano conferme ufficiali sui tempi e le modalità delle nuove tariffe. Tuttavia, alcuni osservatori ritengono che la pressione interna su Trump – soprattutto da parte dei produttori americani di acciaio e auto – potrebbe accelerare le decisioni.

Prossimi passi e scenari all’orizzonte

Nei prossimi giorni Macron continuerà a tessere la tela diplomatica con i partner europei. L’Eliseo non esclude una dichiarazione congiunta già entro il fine settimana. Sullo sfondo resta la possibilità di un nuovo braccio di ferro commerciale tra Ue e Stati Uniti, con effetti ancora difficili da prevedere su export, occupazione e investimenti.

“Serve sangue freddo”, ha confidato un diplomatico francese. Solo così, forse, si capirà se l’Europa riuscirà davvero a parlare con una sola voce davanti alle nuove sfide globali.