Meloni annuncia l’invito dell’Italia a unirsi al Board per Gaza

Meloni annuncia l'invito dell'Italia a unirsi al Board per Gaza

Meloni annuncia l'invito dell'Italia a unirsi al Board per Gaza

Matteo Rigamonti

Gennaio 18, 2026

Seul, 18 gennaio 2026 – L’Italia si prepara a giocare un ruolo chiave nel piano di pace per Gaza. A dirlo è stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la sua visita a Seul, rispondendo alle domande dei giornalisti. La notizia arriva dopo l’invito ufficiale al governo italiano a unirsi al nuovo Board internazionale per Gaza, un organismo nato per coordinare gli aiuti e gli sforzi diplomatici nella regione.

Italia in prima linea nel Board per Gaza: “Pronti a dare il nostro contributo”

Siamo stati invitati e siamo pronti a far parte di questo gruppo”, ha detto Meloni, con un sorriso che tradiva soddisfazione per il riconoscimento internazionale. “Credo che l’Italia possa avere un ruolo importante nella costruzione di un piano di pace”. Il Board, spiegano fonti diplomatiche, riunisce i principali paesi coinvolti nella crisi in Medio Oriente con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa e duratura per la popolazione di Gaza.

Un ruolo “molto attivo” nel cuore della crisi

La premier ha sottolineato come l’Italia sia “un attore molto presente nella regione”, ricordando i rapporti solidi con i vari partner locali. “Siamo in buoni rapporti con tutti gli attori regionali. Siamo contenti di poter contribuire e faremo il possibile per portare un aiuto che conti davvero”, ha aggiunto Meloni, lasciando intendere che Roma agirà con pragmatismo e voglia di mediazione.

Diplomazia e aiuti concreti: la strategia italiana

Negli ultimi mesi il governo ha intensificato i contatti con le capitali mediorientali più importanti. Da Gerusalemme a Il Cairo, passando per Amman e Doha, la diplomazia italiana ha lavorato su più fronti: dialogo politico, aiuti umanitari, cooperazione sulla sicurezza. Solo nelle ultime settimane il Ministero degli Esteri ha stanziato nuovi fondi per la popolazione civile di Gaza. Intanto la Protezione Civile ha coordinato l’invio di materiale sanitario e beni di prima necessità.

Board internazionale: chi c’è e cosa vuole fare

Il nuovo Board per Gaza – secondo quanto trapela dalle Nazioni Unite – dovrebbe vedere la partecipazione di Stati Uniti, Unione Europea, Egitto, Qatar e altri paesi arabi. L’obiettivo è doppio: da una parte, spingere per un cessate il fuoco stabile; dall’altra, avviare un percorso politico per la ricostruzione e la normalizzazione della Striscia di Gaza. L’Italia, forte del suo ruolo di ponte nel Mediterraneo, punta a rafforzare il dialogo tra le parti e a promuovere azioni concrete sul campo.

Reazioni internazionali e la situazione sul terreno

La partecipazione italiana al Board è stata accolta con favore a Bruxelles e Washington. “L’Italia può dare un contributo importante grazie alla sua esperienza nei processi di mediazione”, ha detto un funzionario europeo vicino al dossier. Intanto, sullo sfondo, restano alte le tensioni tra Israele e Hamas. La situazione umanitaria, secondo l’ONU, è “gravissima”. Solo nelle ultime 24 ore, fonti locali riportano nuovi scontri nell’area di Rafah.

Meloni a Seul: sicurezza e cooperazione al centro del dialogo

La visita di Meloni in Corea del Sud si inserisce in un calendario internazionale fitto di impegni. A Seul, la presidente ha incontrato il presidente Yoon Suk-yeol per parlare di sicurezza globale e cooperazione economica. Ma il dossier mediorientale è rimasto protagonista. “Lavoriamo per una pace duratura”, ha ribadito Meloni ai cronisti italiani all’hotel Lotte, nel quartiere Jung-gu, poco dopo le 10 del mattino ora locale.

Prossimi passi: la prima riunione del Board entro fine gennaio

Fonti italiane indicano che la prima riunione operativa del Board potrebbe svolgersi già entro fine gennaio. Saranno allora definite le linee guida dell’intervento internazionale e il ruolo di ogni paese membro. L’Italia, assicurano da Palazzo Chigi, porterà avanti una linea “di dialogo costruttivo”, puntando a risultati concreti per chi vive a Gaza.

Mentre si attendono sviluppi sul fronte diplomatico, resta alta l’attenzione sugli equilibri regionali. La crisi di Gaza è una delle sfide più grandi per la comunità internazionale. E l’Italia, oggi più che mai, è pronta a fare la sua parte.