Roma, 18 gennaio 2026 – Da Seul, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che, una volta tornata in Italia, convocherà una riunione per fare il punto sul nuovo decreto sicurezza. Il provvedimento, atteso da settimane, potrebbe però non essere pronto già per martedì. “Sto organizzando un incontro appena rientro per fare il punto sul decreto. Non so se sarà pronto per martedì, ma ci stiamo lavorando”, ha detto Meloni ai giornalisti nella capitale sudcoreana.
Meloni: la sicurezza resta una priorità per il 2026
La premier ha ribadito che la sicurezza è uno dei temi principali nell’agenda di governo per questo anno, come già annunciato nella conferenza stampa di inizio 2026. “Ho detto che la sicurezza sarebbe stata uno dei miei focus principali”, ha ricordato, sottolineando che il lavoro è già partito da tempo. Non era stato reso noto, ma – ha aggiunto – “prima di Natale ho incontrato il ministro Piantedosi e abbiamo deciso di lavorare su un nuovo decreto, ampio, con alcune priorità ben precise”.
Baby gang nel mirino, confronto aperto in maggioranza
Tra le misure al centro del decreto, Meloni ha citato la necessità di una stretta sulle baby gang, un fenomeno che nelle ultime settimane ha allarmato cittadini e forze dell’ordine, soprattutto a Milano e Napoli. “Ho detto a Piantedosi di raccogliere anche le proposte che arrivano dalla maggioranza”, ha spiegato la premier, lasciando capire che il testo sarà frutto di un confronto tra i partiti che sostengono il governo.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, secondo fonti di Palazzo Chigi, ha già avviato una serie di consultazioni con i gruppi parlamentari e i vertici delle forze dell’ordine. L’obiettivo è definire regole più decise contro i reati commessi dai minori e rafforzare gli strumenti a disposizione delle prefetture.
Tempi incerti, la Lega spinge per accelerare
Sui tempi, Meloni ha ammesso che il decreto potrebbe non essere pronto per martedì. Questa tempistica non convince tutti nella maggioranza. La Lega, in particolare, chiede di fare presto. “Serve una risposta rapida e concreta ai cittadini”, ha detto ieri il capogruppo Massimiliano Romeo, chiedendo che il decreto venga approvato “entro gennaio”. Anche Forza Italia è d’accordo su un iter veloce, ma sottolinea l’importanza di rispettare le garanzie procedurali.
Secondo fonti parlamentari, il nodo più difficile riguarda l’equilibrio tra misure più dure e la tutela dei diritti dei minori coinvolti. Alcuni membri della maggioranza vorrebbero inserire norme anche sulla prevenzione e sul recupero sociale.
Le proposte sul tavolo e il ruolo delle opposizioni
Tra le idee in campo – dicono fonti vicine al Viminale – ci sono l’inasprimento delle pene per chi guida le baby gang, l’allargamento delle misure cautelari per i minori recidivi e un maggior coinvolgimento delle famiglie nei percorsi di recupero. Non è escluso che il decreto contenga anche nuove norme sulla videosorveglianza urbana e un maggiore impiego delle forze dell’ordine nei quartieri più a rischio.
Le opposizioni seguono con attenzione. Il Partito Democratico chiede “un confronto chiaro in Parlamento”, mentre il Movimento 5 Stelle teme “un approccio troppo repressivo”. Meloni ha assicurato che il governo “ascolterà tutte le proposte utili”, ma la priorità è “dare risposte concrete ai cittadini”.
Riunione a Palazzo Chigi: cosa aspettarsi
La riunione convocata da Meloni, secondo fonti di governo, dovrebbe svolgersi nelle prime ore dopo il suo ritorno da Seul. Oltre al decreto sicurezza, sul tavolo ci saranno altri dossier legati all’ordine pubblico e alla gestione delle emergenze urbane.
Solo dopo questo confronto si potrà capire se il testo potrà essere varato la prossima settimana o se serviranno ancora aggiustamenti. Intanto, la questione della sicurezza resta al centro del dibattito politico e delle aspettative di molti cittadini.
