Meloni: l’errore dei dazi e il dialogo con Trump

Meloni: l'errore dei dazi e il dialogo con Trump

Meloni: l'errore dei dazi e il dialogo con Trump

Matteo Rigamonti

Gennaio 18, 2026

Seul, 18 gennaio 2026 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha bollato come “un errore” l’ipotesi di un aumento dei dazi contro i Paesi che hanno deciso di collaborare alla sicurezza della Groenlandia. Lo ha detto questa mattina, a margine di un incontro istituzionale nella capitale sudcoreana, rispondendo ai giornalisti. La vicenda, che nelle ultime ore ha scosso i rapporti tra Stati Uniti ed Europa, è stata al centro di un confronto diretto tra Meloni e l’ex presidente americano Donald Trump, con cui la premier ha parlato al telefono poche ore fa.

Meloni e Trump: faccia a faccia sulla crisi commerciale

“Ho parlato con Donald Trump qualche ora fa e gli ho detto chiaramente la mia”, ha raccontato Meloni, sottolineando come ci sia stato “un problema di comprensione e comunicazione” sull’iniziativa di alcuni Paesi dell’Unione Europea. Per la premier, l’idea di alzare i dazi non va vista come una mossa anti-americana. “Bisogna tornare a parlare e evitare che la situazione degeneri”, ha aggiunto, lasciando capire che la partita resta aperta e delicata.

La tensione nasce dalle ultime dichiarazioni arrivate da ambienti vicini all’amministrazione statunitense, che hanno fatto trapelare l’ipotesi di misure commerciali più severe contro i partner europei coinvolti nella missione di sicurezza in Groenlandia. Una prospettiva che, secondo fonti diplomatiche di Bruxelles, potrebbe complicare ancora di più rapporti già tesi su altri fronti strategici.

Consultazioni con NATO e Ue per una strategia comune

Meloni ha spiegato di aver parlato anche con il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, che le ha confermato l’avvio di un lavoro all’interno dell’Alleanza per trovare una posizione condivisa. “Oggi sentirò anche i leader europei”, ha aggiunto, riferendosi a una riunione a livello di Coreper – il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Unione Europea – in programma nelle prossime ore.

Sui dettagli del colloquio con Trump la presidente è stata cauta: “Non posso fare da stenografo di quello che dico a un mio collega”, ha risposto ai cronisti. Ma ha lasciato intendere che l’ex presidente Usa “mi è sembrato interessato ad ascoltare”, segno che la porta del dialogo resta aperta.

Il nodo Groenlandia e le tensioni transatlantiche

La questione della sicurezza della Groenlandia è emersa come un nuovo terreno di scontro tra Washington e Bruxelles nelle ultime settimane. Alcuni Paesi europei hanno deciso di rafforzare la loro presenza sull’isola artica, considerata un punto strategico per gli equilibri del Nord Atlantico. Una scelta che, secondo fonti americane, ha sollevato dubbi nella futura amministrazione Trump, preoccupata per possibili ripercussioni sugli interessi degli Stati Uniti nella zona.

Meloni ha ribadito l’importanza di “parlarsi” in questo momento delicato. “Credo sia fondamentale mantenere il dialogo”, ha concluso, invitando tutte le parti coinvolte a cercare soluzioni comuni e costruttive.

Prossimi passi: l’Europa prepara la risposta

Nei prossimi giorni si attendono nuove consultazioni tra le capitali europee e Washington. Da Palazzo Chigi filtrano segnali chiari: l’obiettivo è evitare una spirale di misure protezionistiche che potrebbe far male tanto all’economia europea quanto a quella americana. La riunione del Coreper servirà a mettere a punto una linea comune dell’Unione in vista dei prossimi incontri multilaterali.

Intanto, a Seul, Meloni prosegue la sua serie di colloqui istituzionali, mantenendo un contatto stretto sia con i partner europei sia con gli interlocutori statunitensi. La partita sulla Groenlandia – e le sue conseguenze commerciali – resta aperta. Per ora, il clima è quello della prudenza e del confronto.