Bruxelles, 18 gennaio 2026 – Gli ambasciatori dei 27 Paesi dell’Unione Europea si preparano a un vertice straordinario, convocato per domani alle 17 nella capitale belga. Tutto nasce dalla minaccia lanciata dal presidente americano, Donald Trump, di imporre una nuova tornata di dazi commerciali contro gli alleati europei. Dietro questa mossa, annunciata ieri sera dalla Casa Bianca, ci sarebbe la richiesta degli Stati Uniti di comprare la Groenlandia, territorio autonomo danese, come riferito da fonti diplomatiche.
Stati Uniti spingono, Europa si stringe
La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, quando il portavoce del governo di Cipro – che detiene la presidenza di turno dell’Unione – ha annunciato la convocazione urgente della riunione. “Abbiamo giudicato indispensabile un confronto immediato tra gli Stati membri”, ha detto una fonte diplomatica di Nicosia, “vista la gravità delle parole arrivate da Washington”. A Bruxelles il clima si è subito fatto pesante: vari ambasciatori sono stati avvistati rientrare in anticipo rispetto al solito.
Dazi e Groenlandia, un binomio esplosivo
Secondo quanto riportato da Reuters, Trump avrebbe messo sul tavolo l’ipotesi di revocare i nuovi dazi solo se gli Stati Uniti potranno iniziare una trattativa ufficiale per l’acquisto della Groenlandia. Una richiesta che in Europa definiscono “senza precedenti”. “Non si tratta nemmeno di aprire una discussione su un territorio europeo”, ha confidato un diplomatico danese, lasciando chiaro che Copenaghen non intende cedere. La Groenlandia, pur godendo di ampia autonomia, resta parte integrante del Regno di Danimarca.
Le capitali europee: fermezza e sorpresa
A Berlino e Parigi la notizia ha suscitato stupore e preoccupazione. Dal ministero degli Esteri tedesco si parla di “pressione inaccettabile”, mentre la Francia ha diffuso una nota netta: “La sovranità europea non si tocca”. Anche Roma ha preso posizione senza mezzi termini. Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Stefano, ha dichiarato poco dopo le 20: “L’Unione deve rispondere con fermezza e unità”. Nel frattempo, a Bruxelles, si intensificano le consultazioni informali tra i rappresentanti dei Paesi membri.
Il precedente Trump-Groenlandia e le tensioni attuali
Non è la prima volta che la Groenlandia finisce nel mirino di Washington. Già nel 2019, durante il suo primo mandato, Trump aveva mostrato interesse per l’isola artica, scatenando una reazione gelida da parte danese. Oggi però la situazione è più delicata. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha già messo in crisi i mercati europei. Nuovi dazi rischiano di colpire settori chiave come l’automotive e l’agroalimentare. “Siamo pronti a difendere i nostri interessi”, ha assicurato un funzionario della Commissione Ue.
Domani la partita decisiva
Domani alle 17 si ritroveranno attorno allo stesso tavolo i rappresentanti permanenti dei 27 Paesi membri. Si parlerà, a quanto si apprende a Bruxelles, anche di una risposta unitaria, sul fronte commerciale e diplomatico. “Non possiamo accettare che la politica del ricatto diventi la norma nelle relazioni transatlantiche”, ha detto un ambasciatore nordico. Intanto, la presidenza cipriota mantiene il massimo riserbo sui dettagli dell’incontro.
Una situazione ancora in movimento
Resta da vedere quali saranno le prossime mosse della Casa Bianca e se la minaccia dei dazi diventerà realtà già nei prossimi giorni. Gli esperti sottolineano che la Groenlandia ha assunto un ruolo simbolico nella strategia americana sull’Artico e le sue risorse naturali. Per l’Unione Europea, invece, la sfida è anche interna: “Serve coesione”, ripetono a Bruxelles. Solo domani sera, dopo il vertice straordinario, si capirà meglio quale strada prenderà la risposta europea.
