Roma, 18 gennaio 2026 – Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha attaccato oggi senza mezzi termini la politica estera del governo guidato da Giorgia Meloni. Al centro del suo affondo, la mancanza di una posizione chiara dell’Italia sulla questione della Groenlandia e, più in generale, sulla capacità del nostro Paese di avere una voce autonoma in Europa. Le sue parole sono arrivate durante una conferenza stampa a Montecitorio, poco dopo le 11, davanti a giornalisti e deputati.
Schlein: “La Groenlandia è inviolabile, serve una posizione chiara”
“La politica estera di un Paese come l’Italia non può limitarsi a stare a guardare e a interpretare cosa farà Donald Trump”, ha detto Schlein, visibilmente irritata. Il richiamo riguarda le recenti tensioni internazionali che hanno riportato al centro del dibattito la Groenlandia, territorio autonomo danese e parte dell’Unione europea tramite la Danimarca. Secondo la leader dem, il governo Meloni avrebbe dovuto “prendere una posizione chiara: la Groenlandia non si vende, non si compra, e va difesa l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione”.
La polemica si inserisce in un momento delicato: negli ultimi giorni, alcune dichiarazioni dagli Stati Uniti – soprattutto dall’entourage dell’ex presidente Trump – hanno riacceso il dibattito su possibili interessi americani nell’Artico. Da qui la richiesta di Schlein per una risposta decisa da parte dell’Italia.
Italia isolata in Europa? Il rischio di restare ai margini
Schlein ha poi puntato il dito contro quella che definisce una “incapacità politica” dell’Italia di mostrare una vera solidarietà europea. “Per la prima volta, l’Italia sembra incapace di schierarsi con gli altri Paesi Ue”, ha detto la segretaria Pd, mettendo in guardia sul rischio di isolamento. “Se l’unica ambizione è fare il governo più trumpiano d’Europa – ha aggiunto – allora è inevitabile finire ai margini e in contraddizione con Bruxelles”.
Il riferimento alla “marginalità” non è casuale. Negli ultimi mesi, molti osservatori hanno sottolineato come l’Italia, su dossier chiave come la crisi ucraina o i rapporti con la Cina, abbia spesso seguito la linea più conservatrice degli Stati Uniti, lasciando poco spazio a un ruolo autonomo o a una guida europea.
Meloni sotto pressione: si attende la risposta ufficiale
Per ora, da Palazzo Chigi nessuna replica ufficiale alle parole di Schlein. Fonti vicine al governo raccontano che la premier Meloni sta valutando se intervenire pubblicamente nelle prossime ore. Tra i banchi della maggioranza si percepisce un certo fastidio per quella che viene bollata come una “strumentalizzazione politica” da parte del Pd, ma nessuno si sbilancia.
Intanto, a Bruxelles, la questione Groenlandia è stata discussa informalmente tra alcuni rappresentanti degli Stati membri. Fonti diplomatiche europee riferiscono che l’Italia ha mantenuto finora un atteggiamento prudente, limitandosi a ribadire il rispetto dei trattati internazionali senza prendere iniziative proprie.
Groenlandia, Artico e nuovi equilibri globali
Il caso della Groenlandia richiama l’attenzione su un’area strategica per gli equilibri globali. Negli ultimi anni, l’Artico è diventato un terreno di scontro tra Stati Uniti, Russia, Cina e Unione europea. La Danimarca – Paese Ue cui la Groenlandia è legata – ha già fatto sentire la sua preoccupazione per le recenti mosse americane. Il governo danese ha ribadito che “la sovranità della Groenlandia non è in discussione”, mentre la Commissione europea ha chiamato tutti a rispettare l’integrità dei territori degli Stati membri.
In Italia, il dibattito è acceso. L’opposizione chiede chiarezza e una posizione forte dall’esecutivo. Il governo per ora resta in silenzio, ma la pressione cresce, dentro e fuori i confini nazionali.
Un bivio per la politica estera italiana
Resta da vedere se le parole di Schlein avranno seguito nelle prossime mosse del governo Meloni. L’Italia è a un punto di svolta: continuare ad aspettare o provare a ritagliarsi un ruolo più autonomo e riconoscibile in Europa. Nel frattempo, la questione Groenlandia diventa il banco di prova delle ambizioni italiane sullo scacchiere internazionale. E il confronto, almeno per ora, sembra destinato a non placarsi.
