Starmer contro Trump: i dazi sulla Groenlandia sono una mossa errata

Starmer contro Trump: i dazi sulla Groenlandia sono una mossa errata

Starmer contro Trump: i dazi sulla Groenlandia sono una mossa errata

Matteo Rigamonti

Gennaio 18, 2026

Londra, 18 gennaio 2026 – Il primo ministro britannico Keir Starmer ha preso posizione oggi contro i nuovi dazi annunciati da Donald Trump sulla Groenlandia, definendoli “completamente sbagliati”. Ha ribadito con fermezza che il futuro dell’isola riguarda solo i groenlandesi e i danesi. La sua dichiarazione è arrivata nel primo pomeriggio, durante una conferenza stampa a Downing Street, mentre cresce la tensione tra Stati Uniti ed Europa sulle politiche commerciali e di sicurezza nell’Artico.

Starmer: “La Groenlandia è danese, Washington non deve mettere bocca”

La nostra posizione sulla Groenlandia è chiara: è parte del Regno di Danimarca, e il suo futuro spetta solo a groenlandesi e danesi”, ha detto Starmer ai giornalisti poco dopo le 15. Il premier ha voluto evitare fraintendimenti, rispondendo a tono alle misure annunciate ieri dall’ex presidente americano, tornato sulla scena politica con idee decise e una nuova agenda commerciale. “Abbiamo anche chiarito che la sicurezza nell’Artico riguarda tutta la Nato e che gli alleati devono fare di più insieme per affrontare la minaccia russa in quella zona”, ha aggiunto, sottolineando l’urgenza di un fronte unito tra i Paesi occidentali.

Dazi Usa sulla Groenlandia: la presa di posizione di Londra

La decisione di Trump di imporre dazi sulle importazioni dalla Groenlandia ha sorpreso molte capitali europee. Da quanto si sa, la misura colpirebbe soprattutto materie prime strategiche – minerali rari e prodotti ittici in testa – e punta a rafforzare la presenza americana nell’Artico. Per Londra, però, è una scelta che rischia di mettere in crisi la collaborazione tra alleati. “Mettere dazi agli alleati per proteggere la sicurezza comune della Nato è sbagliatissimo”, ha ribadito Starmer, lasciando intendere che il Regno Unito non resterà a guardare.

Artico e minaccia russa: il nodo della Nato

La sicurezza nell’Artico è tornata al centro dell’attenzione negli ultimi mesi, con l’aumento delle attività militari russe e la corsa alle risorse naturali. Starmer ha ricordato che non si tratta solo di una questione danese o groenlandese, ma di tutta l’alleanza atlantica. “Gli alleati devono fare di più insieme”, ha detto, richiamando l’urgenza di una strategia comune per rispondere alle pressioni di Mosca. Solo così, ha suggerito, si potrà davvero parlare di sicurezza condivisa.

Londra apre al dialogo con Washington

Nonostante le divergenze, Londra non chiude la porta al confronto con gli Stati Uniti. “Ci metteremo subito a parlare con l’amministrazione americana”, ha garantito Starmer. Fonti vicine a Downing Street raccontano che diplomatici britannici e funzionari Usa sono già in contatto per chiarire i dettagli dei dazi e valutare eventuali contromisure. Nessuna conferma ufficiale per ora, ma l’atmosfera resta tesa.

Danimarca e Groenlandia: reazioni in attesa

A Copenaghen, il governo danese si è detto “sorpreso” dalla mossa americana e ha chiesto spiegazioni attraverso l’ambasciata a Washington. Anche le autorità groenlandesi sono preoccupate per gli effetti economici sui lavoratori locali. “Non siamo stati consultati”, ha confidato un funzionario del governo autonomo di Nuuk, raggiunto al telefono nel tardo pomeriggio. La questione rischia di diventare un nuovo punto di scontro tra Europa e Stati Uniti.

Prospettive incerte: cosa succederà ora?

Resta da vedere se questa mossa di Trump rimarrà un episodio isolato o se aprirà una nuova fase di tensioni commerciali nell’Artico. Per ora, il Regno Unito si schiera con la Danimarca, chiedendo rispetto per la sovranità groenlandese e invitando gli alleati a non perdere di vista l’obiettivo comune: la sicurezza della regione. “Serve unità, non divisione”, ha chiuso Starmer prima di lasciare la sala stampa.