Santiago del Cile, 18 gennaio 2026 – Sono quindici le vittime e diciannove i feriti negli incendi che stanno devastando il sud del Cile. A confermarlo, nella notte, è stato il ministro della Sicurezza, Luis Cordero, che ha parlato di “un bilancio ancora provvisorio, ma già pesante”, sottolineando che tutte le vittime sono civili. “Stiamo lavorando senza sosta per mettere in sicurezza le zone colpite”, ha aggiunto, mentre le fiamme continuano a minacciare intere comunità.
Incendi ancora in fiamme tra Nuble e Biobío
L’ultimo aggiornamento delle autorità cilene parla di 24 roghi ancora attivi. Nove si trovano nella regione di Nuble, cinque nella zona di Biobío. Ed è proprio qui che nelle prossime ore arriverà il presidente uscente Gabriel Boric, che ha deciso di recarsi di persona nelle aree più colpite. “Voglio vedere con i miei occhi la situazione e ascoltare la gente”, ha detto Boric ai giornalisti prima di partire da Santiago.
Le immagini che arrivano dal sud mostrano paesaggi bruciati, case distrutte e colonne di fumo visibili a chilometri di distanza. I vigili del fuoco, insieme a volontari e militari, stanno lottando giorno e notte per fermare le fiamme. “Non abbiamo mai visto niente di simile”, ha raccontato un abitante di Chillán, città al centro dell’emergenza.
Cinquanta mila evacuati: la fuga dalle case
Sono circa 50mila le persone evacuate. Famiglie intere hanno lasciato le loro case in fretta, spesso portando con sé solo l’essenziale. Nei centri di accoglienza allestiti in scuole e palazzetti dello sport, la tensione è alta. “Non sappiamo quando potremo tornare, né cosa troveremo”, racconta una donna di Los Ángeles, seduta su una brandina con i figli piccoli.
Le autorità locali hanno chiesto a tutti di seguire attentamente le indicazioni della protezione civile. In alcune zone l’aria è irrespirabile, le strade sono chiuse per sicurezza. “La priorità è salvare vite umane”, ha ribadito il governatore di Biobío, Rodrigo Díaz.
Le cause e la risposta delle istituzioni
Per ora non ci sono certezze sulle cause degli incendi. Secondo le prime ricostruzioni, il clima secco e le alte temperature degli ultimi giorni hanno favorito la diffusione delle fiamme. Alcuni roghi potrebbero essere partiti per imprudenze o cortocircuiti nelle linee elettriche rurali. Le indagini sono in corso.
Il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza in diverse province e ha messo in campo mezzi aerei e squadre specializzate. “Stiamo ricevendo anche aiuti dai paesi vicini”, ha detto il ministro Cordero, ringraziando Argentina e Brasile per gli elicotteri antincendio inviati.
Solidarietà e paura per il futuro
In queste ore, la solidarietà si traduce in raccolte fondi, donazioni di cibo e vestiti, e messaggi di sostegno sui social. Il presidente Boric, atteso a Concepción nel pomeriggio, incontrerà sindaci e soccorritori.
La preoccupazione resta alta: le previsioni non danno pioggia nelle prossime 48 ore e il vento potrebbe peggiorare la situazione. “Siamo pronti a tutto – dice un vigile del fuoco di San Carlos – ma serve l’aiuto di tutti”.
Il bilancio potrebbe purtroppo peggiorare ancora. Mentre il Cile guarda con ansia alle sue regioni meridionali, la speranza è tutta nelle prossime ore. Solo allora si capirà se l’emergenza sta davvero rientrando o se serviranno nuovi interventi straordinari.
