Milano, 19 gennaio 2026 – Torna al centro del dibattito la questione delle aperture domenicali nei negozi, dopo le parole di Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop. Intervenuto su ‘La Stampa’, Dalle Rive ha rilanciato l’idea di ridurre le aperture nei giorni festivi, sottolineando che questo potrebbe far risparmiare oltre due miliardi di euro alla grande distribuzione organizzata. Una posizione che trova appoggio nei sindacati: Paolo Andreani, segretario generale della Uiltucs, l’ha definita “lungimirante”, confermando la disponibilità a discutere e chiedendo migliori condizioni economiche per i lavoratori coinvolti.
Sindacati spingono per meno aperture la domenica
“Ridurre le domeniche di lavoro è un obiettivo che perseguiamo da tempo”, ha detto Andreani a Adnkronos/Labitalia, commentando le parole di Dalle Rive. Il segretario della Uiltucs – il sindacato che rappresenta il commercio – non ha nascosto la sua critica alla liberalizzazione varata dal Governo Monti nel 2012: “Quella scelta è stata un errore”, ha ribadito, ricordando che la discussione sulle aperture domenicali è tutt’altro che chiusa.
Per Andreani, il tema va affrontato in modo ampio, coinvolgendo tutte le parti in gioco. “Siamo pronti a un confronto vero, per migliorare le condizioni di lavoro nel settore del terziario in Italia”, ha sottolineato. Un’apertura importante, specie in un momento in cui il settore è attraversato da tensioni e richieste di maggior tutela.
Retribuzioni domenicali e festive: la richiesta dei sindacati
Non si parla solo di giorni di apertura, però. Andreani ha messo in luce anche il nodo delle maggiorazioni salariali per chi lavora nei festivi: “L’attuale maggiorazione per la domenica non basta”, ha ammesso. Da qui la proposta di aumentare le indennità: “Chiediamo che la maggiorazione domenicale salga al 50% e quella festiva al 100%, per tutti i lavoratori del terziario”.
La stessa linea arriva da Marianna Flauto, segretaria nazionale responsabile della cooperazione per Uiltucs. “Chiudere nei giorni festivi e la domenica sarebbe un passo concreto per migliorare i ritmi di lavoro e la vita delle persone”, ha spiegato Flauto, ribadendo che il sindacato è pronto a “guidare questo cambiamento” per rendere il lavoro più umano e sostenibile.
Carrefour-Gs, investimenti e lavoro: cosa cambia davvero
La questione delle condizioni di lavoro nella grande distribuzione si intreccia con le ultime novità sul fronte occupazionale. Andreani ha commentato anche le dichiarazioni di Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces – la società che ha preso in mano Carrefour – che su ‘L’Economia del Corriere’ ha parlato di investimenti per 200 milioni di euro e del ritorno al marchio storico Gs. Un cambiamento che ha portato anche alla fine della cassa integrazione per i lavoratori coinvolti.
“La stabilità del lavoro non è un dettaglio: incide sulla qualità, sulla continuità e sulla possibilità di crescere professionalmente”, ha detto Andreani. Secondo lui, puntare sulla stabilità significa rafforzare tutto il sistema produttivo.
Redistribuire la ricchezza e migliorare il lavoro
Negli ultimi anni – ha osservato Andreani – si è vista una contraddizione netta: “Le aziende della grande distribuzione ottengono grandi profitti anche grazie ai prezzi bassi, ma la ricchezza prodotta non viene redistribuita in modo giusto ai lavoratori”. Per il sindacalista, così si scarica il peso dell’efficienza sulle persone, invece di puntare su posti stabili, salari dignitosi e orari sostenibili.
“Bisogna migliorare il riposo e il recupero”, ha concluso Andreani, rilanciando l’urgenza di una riforma completa del settore. Il confronto tra aziende e sindacati si preannuncia acceso nelle prossime settimane. In gioco non ci sono solo le domeniche di apertura, ma il futuro stesso del lavoro nella grande distribuzione italiana.
