Città del Guatemala, 19 gennaio 2026 – Il presidente Bernardo Arevalo ha annunciato domenica sera lo stato di emergenza in tutto il Guatemala, dopo un fine settimana drammatico segnato da una serie di attacchi delle gang. Otto agenti di polizia sono stati uccisi e tre carceri sono finite sotto il controllo dei criminali. “Ho deciso di dichiarare lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale per 30 giorni, a partire da oggi”, ha detto Arevalo in un discorso trasmesso in diretta dalla presidenza, poco dopo le 21 locali.
Guatemala in emergenza: stop a libertà e diritti per 30 giorni
Il decreto firmato tra domenica e lunedì notte sospende alcune garanzie costituzionali. Vengono limitati il diritto di riunione e la libertà di movimento. Le forze dell’ordine potranno fare perquisizioni e arresti senza mandato. Una scelta che il governo definisce necessaria, dopo che la violenza delle gang Barrio 18 e Mara Salvatrucha è esplosa come non mai. Entrambe sono considerate organizzazioni “terroristiche” dagli Stati Uniti e dalle autorità locali.
Il presidente Arevalo ha descritto la situazione come “una minaccia senza precedenti” per la sicurezza. “Non possiamo lasciare che la criminalità organizzata comandi il nostro Paese”, ha detto, visibilmente scosso. La decisione arriva dopo una giornata di tensione altissima: all’alba, gruppi armati hanno attaccato tre carceri, tra cui quella di Escuintla, prendendo in ostaggio agenti e detenuti rivali.
Le gang colpiscono, lo Stato reagisce
Fonti del Ministero dell’Interno riferiscono che gli attacchi sono una risposta alla morte di un capo della Mara Salvatrucha, ucciso venerdì durante un’operazione di polizia a Mixco, alle porte della capitale. Da quel momento la situazione è degenerata: agenti sono stati bersaglio di colpi in vari quartieri, mentre nei penitenziari sono scoppiati scontri e incendi dolosi.
Le gang Barrio 18 e Mara Salvatrucha, nota anche come MS-13, sono da anni protagoniste di omicidi su commissione, estorsioni e traffico di droga. Nel 2023, gli Stati Uniti le hanno inserite nella lista delle organizzazioni terroristiche. Il Guatemala ha rafforzato la collaborazione con Washington, ma la pressione delle bande resta altissima. “Questi gruppi non esitano a sfidare lo Stato”, ha ammesso il ministro dell’Interno Byron Bor Illescas.
Paura in città, scuole chiuse e controlli più stretti
In città la notizia dello stato d’emergenza ha fatto il giro in poche ore. Molti negozi hanno abbassato le serrande prima del solito e le scuole pubbliche resteranno chiuse almeno fino a mercoledì. “Abbiamo paura che la situazione peggiori”, racconta Ana Morales, insegnante nella zona 18, uno dei quartieri più colpiti dalle gang. Militari e poliziotti sono aumentati visibilmente in strada. Posti di blocco sono stati messi lungo le strade principali e vicino alle carceri.
Le organizzazioni per i diritti umani esprimono preoccupazione per le possibili violazioni delle libertà civili. “Chiediamo che queste misure straordinarie siano temporanee e proporzionate”, ha detto il portavoce della Fundación Myrna Mack. Il governo, intanto, assicura che lo stato di emergenza sarà “costantemente controllato” e che “non saranno tollerati abusi”.
Una crisi che si ripete, la sfida per Arevalo
Il Guatemala conosce già crisi simili: nel 2022 un altro governo aveva adottato misure dure contro le gang, senza però riuscire a fermarle. Secondo l’Onu, nel Paese si registrano oltre 5.000 omicidi l’anno, molti legati alla criminalità organizzata. La pressione migratoria verso Messico e Stati Uniti resta alta, alimentata dalla paura delle violenze.
Arevalo, salito al potere da pochi mesi, si trova ora davanti a una prova difficile. “La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”, ha ribadito nel suo messaggio. Ma tra la gente cresce la paura che la spirale di violenza non si fermi qui. Solo nelle prossime settimane si vedrà se lo stato d’emergenza basterà a fermare le gang o se serviranno interventi ancora più decisi.
