Houston, 19 gennaio 2026 – Kamala Harris ha ricevuto un’accoglienza da vera star nel Sud degli Stati Uniti. Tra tappe affollate e selfie con i fan, il suo tour per promuovere il libro “107 Giorni” si è trasformato in un vero e proprio evento pop. Ma dietro le quinte, il successo mediatico della ex vicepresidente non convince i vertici del Partito Democratico. Secondo Axios, molti tra i finanziatori e gli strateghi del partito restano freddi, se non proprio contrari, all’idea di una sua candidatura alle prossime presidenziali.
Kamala Harris, applausi da star ma clima teso nel Partito Democratico
Nelle ultime settimane, Harris ha toccato città come Atlanta, Houston e New Orleans, presentando il suo libro a platee entusiaste. A Atlanta, al Fox Theatre, la folla l’ha accolta con applausi e cori: “Go Kamala!” si è sentito più volte. “La gente vuole ascoltare la sua storia, vuole sentire parlare di futuro”, ha raccontato un volontario della campagna, soddisfatto per la partecipazione. Eppure, mentre la popolarità personale di Harris resta alta tra molti elettori – soprattutto giovani e afroamericani – il distacco con l’establishment democratico si fa sempre più evidente.
I finanziatori frenano: popolarità sì, ma serve anche politica solida
Fonti interne a Axios spiegano che i principali finanziatori democratici sono preoccupati all’idea di una candidatura di Harris. “Non basta piacere alla gente”, ha detto un donatore della Silicon Valley che ha chiesto l’anonimato, “serve una rete politica forte e la capacità di tenere unito il partito”. Insomma, c’è il timore che la figura di Harris possa accentuare le divisioni già emerse durante la presidenza Biden.
L’ombra di Biden e i dubbi tra gli elettori moderati
Tra le ragioni del distacco c’è anche la paura che Harris venga vista come una specie di “erede” di un Joe Biden poco amato. “Molti moderati la associano ancora all’amministrazione Biden”, spiega un analista politico texano. “E questo pesa soprattutto negli Stati chiave come Arizona e Pennsylvania”. Secondo i sondaggi più recenti (Pew Research Center, gennaio 2026), Harris gode di un buon 48% tra gli elettori democratici, ma scende al 32% tra gli indipendenti.
Il tour nel Sud: entusiasmo vero, ma restano dubbi
Durante le presentazioni del libro, spesso sold out, Harris ha scelto un tono diretto e semplice. “Abbiamo passato tempi difficili, ma non smetteremo di lottare”, ha detto a Houston davanti a studenti universitari. Il messaggio è chiaro: rafforzare il legame con le minoranze e i giovani, due gruppi chiave per il futuro del partito. Però, secondo alcuni esperti locali, l’entusiasmo delle piazze non si traduce automaticamente in un consenso solido. “C’è tanta energia, ma manca ancora una visione chiara e condivisa”, osserva un docente di scienze politiche della Tulane University.
Il dilemma dei democratici: volti nuovi o affidabilità?
Il caso Harris mette in luce una spaccatura nel Partito Democratico a pochi mesi dalle elezioni. Da un lato, c’è voglia di rinnovamento e volti freschi; dall’altro, la paura di perdere il sostegno dei grandi finanziatori e degli elettori moderati. “Il partito è diviso”, ammette un membro del Comitato Nazionale Democratico. “C’è chi vede in Kamala una risorsa per mobilitare la base e chi teme che possa allontanare gli elettori indecisi”.
Il futuro è un’incognita: tra entusiasmo e diffidenza
Per ora Harris non ha ancora ufficializzato alcuna candidatura. Ma il suo tour nel Sud – tra strette di mano e dichiarazioni d’intenti – viene letto come un vero e proprio test sul campo. “Sta sondando il terreno”, dice un giornalista del New York Times a New Orleans. La partita resta aperta: il futuro politico di Kamala Harris si gioca su questo equilibrio sottile tra entusiasmo popolare e diffidenza degli apparati.
