La verità svelata: l’escort del caso Tarna rompe il silenzio e si difende

La verità svelata: l'escort del caso Tarna rompe il silenzio e si difende

La verità svelata: l'escort del caso Tarna rompe il silenzio e si difende

Matteo Rigamonti

Gennaio 19, 2026

Venezia, 19 gennaio 2026 – Lady Bruneth, la escort transgender finita al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Sergiu Tarna, è stata rintracciata dai carabinieri nelle ultime ore. La donna, chiamata in causa dal vigile urbano Riccardo Salvagno durante l’interrogatorio di garanzia, ha negato ogni coinvolgimento nella morte del giovane moldavo, avvenuta nel Veneziano lo scorso dicembre. «Io non ho fatto nessun video, anzi mi hanno anche rubato il cellulare. Ho già parlato con i carabinieri», ha detto Lady Bruneth. Ora potrebbe diventare una testimone chiave per far luce su un caso ancora pieno di punti oscuri.

Lady Bruneth, il nome chiave dell’inchiesta

Dai documenti emerge che Salvagno, 40 anni, agente della polizia locale in un comune della provincia, ha indicato Lady Bruneth come figura centrale nella presunta estorsione che, secondo lui, lo avrebbe spinto a confrontarsi con Sergiu Tarna, 25 anni, la notte dell’omicidio. Durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, il vigile ha raccontato di essere stato attirato in una trappola nove giorni prima dei fatti: «Mi hanno sedato e violentato», ha detto, riferendosi proprio all’incontro con la escort. Da quell’episodio sarebbe nato un video compromettente, usato – a suo dire – per ricattarlo e metterlo in difficoltà.

La versione di Lady Bruneth: nessun coinvolgimento

Ma Lady Bruneth respinge tutto. «Salvagno è stato solo un cliente», ha spiegato ai giornalisti, sottolineando di non aver mai girato alcun video e di non conoscere né Tarna né altri legati all’inchiesta. «Se lui ha ucciso qualcuno, io non c’entro», ha aggiunto, confermando di aver già raccontato la sua versione ai carabinieri. Ha anche detto di aver subito il furto del cellulare, un dettaglio che complica ancora di più la ricostruzione e la ricerca di prove digitali.

Cellulari sequestrati, ma il video non si trova

Gli investigatori hanno preso i due cellulari di Sergiu Tarna trovati sul posto. Fonti vicine all’inchiesta dicono però che nei dispositivi non ci sarebbero tracce del presunto video incriminante che avrebbe coinvolto Salvagno. Il movente resta quindi un mistero. Il vigile sostiene di essere stato ricattato per screditarlo nell’ambiente della droga locale, dove era visto come un possibile infiltrato. Per ora, però, questa pista non trova conferme negli elementi sequestrati.

Salvagno punta il dito su Andrea Vescovo

Durante l’interrogatorio col gip, Salvagno ha indicato come complice Andrea Vescovo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati allo spaccio. Il vigile ha raccontato la sua versione dell’omicidio: avrebbe affrontato Tarna dopo aver scoperto il presunto ricatto. Da lì la situazione sarebbe degenerata, fino al tragico epilogo. Gli inquirenti stanno cercando di verificare ogni dettaglio, mettendo a confronto testimonianze e dati tecnici.

Le prossime mosse degli inquirenti

Nei prossimi giorni sono previsti nuovi accertamenti sui telefoni sequestrati e sulle celle telefoniche agganciate dai protagonisti nelle ore cruciali. Gli investigatori vogliono capire se davvero esiste un video compromettente e chi possa averlo girato. «Stiamo seguendo tutte le piste», ha detto una fonte della procura di Venezia. Intanto Lady Bruneth resta sotto osservazione come possibile testimone importante, anche se al momento non risulta indagata.

Un caso che tiene in sospeso tutta la comunità

L’atmosfera nel Veneziano resta tesa. Molti si chiedono quali siano i veri motivi dietro l’omicidio e quali legami ci siano tra i protagonisti. La famiglia di Sergiu Tarna aspetta risposte chiare, mentre gli interrogatori e le analisi tecniche vanno avanti. Solo nelle prossime settimane si potrà capire se la testimonianza di Lady Bruneth potrà davvero sciogliere i nodi di una vicenda che ha scosso tutta la comunità.