Seul, 19 gennaio 2026 – Giorgia Meloni ha chiuso oggi a Seul la sua missione asiatica con un incontro al vertice con il presidente sudcoreano Lee Jae-Myung, nella suggestiva cornice della Blue House. La presidente del Consiglio ha così completato un viaggio pensato per rinsaldare i legami tra Italia e i protagonisti dell’Asia orientale, in un momento segnato da forti tensioni geopolitiche e dalla necessità di costruire alleanze solide. “Sono felice di essere il primo leader europeo a visitare la Corea dopo la sua elezione”, ha detto Meloni, sottolineando la volontà di costruire un rapporto basato su valori condivisi e su una comune spinta all’innovazione.
Italia e Corea del Sud: un patto tra tradizione e innovazione
Nel cuore del palazzo presidenziale di Cheong Wa Dae, tra tetti antichi e stanze cariche di storia, Meloni e Lee hanno siglato una dichiarazione congiunta che indica i settori chiave su cui lavorare insieme. Al centro c’è la tecnologia. “Sono particolarmente orgogliosa dell’accordo firmato oggi sui semiconduttori”, ha spiegato la premier, definendo questo passo “fondamentale per rafforzare l’autonomia strategica, ridurre le dipendenze e sostenere l’innovazione” in settori cruciali come elettronica, automotive e telecomunicazioni.
La collaborazione non si ferma ai chip. Si parla anche di materie prime. “Rivedere le catene di approvvigionamento per renderle più solide è una priorità”, ha detto Meloni, evidenziando come l’unione tra Paesi amici possa dare più forza all’industria in un mondo sempre più incerto.
L’economia reale al centro: investimenti e imprese italiane
Il rafforzamento del legame passa anche dall’economia concreta. “Le nostre nazioni possono lavorare di più insieme in settori come trasporti e infrastrutture”, ha detto Meloni, puntando il riflettore sulle aziende italiane e sottolineando quanto sia importante lo scambio di investimenti. La premier ha citato in particolare la presenza di grandi gruppi coreani in settori innovativi come robotica, microelettronica e automotive.
Sul tavolo anche il supporto alle Pmi e la volontà di superare alcune barriere che ancora frenano l’accesso dei prodotti italiani al mercato sudcoreano. Un tema che tocca da vicino molte piccole e medie imprese italiane.
Politica internazionale in bilico: Italia e Corea tra alleanze e sfide
La visita arriva in un momento di forti tensioni a livello globale. Meloni ha ricordato che Italia e Corea del Sud sono “nazioni amiche e alleate, oltre che democrazie mature e tecnologicamente avanzate”. Un punto di forza in un mondo dove l’incertezza è ormai la norma.
Non è mancato un accenno all’“approccio pragmatico” del presidente Lee, con un riferimento, seppur velato, al riavvicinamento tra Seul e Pechino. Meloni ha invitato Lee a visitare l’Italia entro l’anno, un segnale chiaro della volontà di trasformare questa missione in un dialogo politico più stabile su temi complessi.
Memoria e futuro: il valore della cooperazione tra Italia e Corea
Durante l’incontro è riaffiorata anche la storia che lega i due Paesi. “Fa un po’ strano che da diciannove anni nessun presidente del Consiglio italiano fosse stato in visita ufficiale in Corea”, ha osservato Meloni, che ha ricevuto in regalo un libro fotografico sull’ospedale della Croce Rossa italiana durante la guerra di Corea. Lee Jae-Myung ha ricordato con gratitudine il contributo italiano nel 1951, quando l’Unità Medica Italiana fondò l’Ospedale della Croce Rossa.
La giornata si è conclusa con una serie di intese: un memorandum tra la Protezione civile italiana e il ministero dell’Interno coreano, un accordo per la tutela del patrimonio culturale e un’intesa industriale nel campo dei semiconduttori. Tutto questo inserito in una dichiarazione congiunta che rilancia il Dialogo strategico bilaterale e lancia il nuovo Piano d’azione 2026-2030.
Tensioni transatlantiche e dossier Groenlandia: Meloni tra dialogo e prudenza
Sul fronte internazionale, restano forti le tensioni tra Europa e Stati Uniti dopo l’annuncio di Donald Trump di nuovi dazi contro i Paesi europei coinvolti nella questione Groenlandia. Meloni ha criticato pubblicamente questa scelta, sia in dichiarazioni ufficiali sia durante una telefonata con il presidente americano. I contatti con i partner europei – in particolare con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen – proseguono in vista del vertice straordinario dei 27 convocato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa il 22 gennaio.
Al centro della riunione ci sarà anche il cosiddetto “bazooka”, il possibile strumento di risposta commerciale che Bruxelles potrebbe usare contro i dazi americani. La linea della premier resta prudente: “Bisogna tenere aperto il dialogo per evitare una spirale di ritorsioni che peggiorerebbe la situazione tra le due sponde dell’Atlantico”, ha detto Meloni ai suoi collaboratori. Un equilibrio delicato, in un momento in cui ogni scelta può pesare sugli equilibri globali.
