Portogallo: la sfida elettorale tra il socialista Seguro e il sovranista Ventura si infiamma

Portogallo: la sfida elettorale tra il socialista Seguro e il sovranista Ventura si infiamma

Portogallo: la sfida elettorale tra il socialista Seguro e il sovranista Ventura si infiamma

Matteo Rigamonti

Gennaio 19, 2026

Lisbona, 19 gennaio 2026 – Con il 99% delle schede scrutinate, il primo turno delle elezioni presidenziali in Portogallo si è concluso nella notte tra domenica e lunedì, segnando una svolta nel panorama politico del Paese. António José Seguro, candidato socialista, ha ottenuto il 31,1% dei voti, mentre il leader dell’ultradestra sovranista, André Ventura, si è fermato al 23,5%. L’affluenza, al 52%, è la più alta registrata in una presidenziale portoghese negli ultimi quindici anni. Il ballottaggio si terrà l’8 febbraio.

Una mappa politica che cambia volto

Il Ministero dell’Interno ha diffuso i dati poco dopo le 23.30: un Paese diviso ma decisamente sveglio alle urne. Seguro, 62 anni, ex segretario del Partito Socialista e figura di lungo corso nella politica portoghese, ha raccolto i voti soprattutto nelle grandi città come Lisbona e Porto. Ventura, invece, ha confermato la sua forza nelle zone interne e nel sud, dove il suo partito Chega! ha costruito in questi anni un solido seguito.

Nessun altro candidato ha superato il 20%: la centrista Ana Gomes si è fermata al 17%, mentre il comunista João Ferreira ha raccolto il 12%. Un quadro che, secondo molti analisti locali, conferma la spaccatura netta tra socialisti e destra radicale.

Le prime reazioni: parole e applausi nella notte

Appena chiusi i seggi, le sedi dei partiti sono diventate il cuore pulsante della politica portoghese. A Lisbona, nella sede del Partito Socialista in Rua de São Caetano à Lapa, Seguro è salito sul palco poco dopo mezzanotte. “Ringrazio tutti i portoghesi che hanno scelto di partecipare – ha detto – e i candidati che non sono arrivati al secondo turno. Il Portogallo è un Paese plurale e io sono libero, senza vincoli. Invito tutte le persone democratiche e umanitarie a unirsi a noi per battere chi diffonde odio”.

Ventura ha parlato dalla sede di Chega! nel quartiere di Benfica. “I portoghesi ci hanno dato la leadership della destra nazionale – ha dichiarato –. La vera battaglia comincia tra mezz’ora. Sarà uno scontro tra chi non è socialista e chi lo è”. Il discorso è stato accolto da applausi e cori.

Affluenza record e clima di tensione controllata

L’affluenza del 52% ha sorpreso molti esperti. Secondo la Commissione Elettorale Nazionale, è il valore più alto dal 2011. Nei seggi di Lisbona, Coimbra e Faro si sono formate code già dalle prime ore del mattino. “Non votavo da anni – ha raccontato Maria Lopes, pensionata di 68 anni – ma questa volta sentivo che era importante”.

Il clima nei seggi è stato teso ma ordinato. La polizia ha segnalato solo qualche piccolo episodio di discussione verbale tra elettori di fazioni opposte, senza alcun incidente serio.

Verso il ballottaggio: la sfida si fa dura

Adesso tutta l’attenzione è sul ballottaggio dell’8 febbraio. Seguro parte avanti, ma dovrà convincere gli elettori centristi e quelli della sinistra più radicale per battere Ventura. Il leader di Chega! punta invece a rafforzare il voto anti-socialista e a intercettare il malcontento nelle zone rurali.

João Marques de Almeida, politologo dell’Università Cattolica di Lisbona, sintetizza così: “Il secondo turno sarà una sfida aperta. Seguro dovrà dimostrare di saper parlare a tutto il Paese, mentre Ventura cercherà di sfruttare la divisione”.

Le settimane decisive: alleanze e strategie

Nei prossimi giorni si aspettano dichiarazioni ufficiali dagli altri candidati esclusi dal ballottaggio. Ana Gomes non ha ancora detto se sosterrà Seguro. Ferreira, invece, ha lanciato un appello alla “massima attenzione democratica”.

Il Portogallo si prepara a tre settimane di campagna intensa, con due candidati molto diversi per storia e idee. E con un elettorato che sembra aver ritrovato voglia di esserci.