Lecco, 19 gennaio 2026 – “Se uno esce di casa con una lama di 20 centimetri in tasca per portarla in classe, vuol dire che non è il benvenuto in questo Paese”. Così il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha commentato, questa mattina a Lecco, l’accoltellamento avvenuto ieri in una scuola di La Spezia, durante l’inaugurazione del potenziamento del Ponte Manzoni. Salvini ha ribadito la linea dura del governo su sicurezza e immigrazione, sottolineando l’urgenza di difendere i valori italiani.
Salvini a Lecco: sicurezza e valori senza compromessi
Arrivato poco dopo le 10 davanti al cantiere del ponte, il ministro ha risposto ai giornalisti senza giri di parole. “L’Italia ha le porte aperte a chi scappa dalla guerra e vuole integrarsi”, ha detto Salvini, sottolineando che il Paese è pronto ad accogliere chi cerca un futuro diverso. Ma ha aggiunto subito: “Se uno porta in Italia coltelli di 20 centimetri e poi ferisce un compagno di classe, non è il benvenuto. Puoi avere 30 anni o 17, per me non cambia nulla”.
Il riferimento è chiaro: ieri mattina a La Spezia, secondo le prime ricostruzioni, uno studente minorenne ha ferito gravemente un coetaneo durante una lite tra i banchi. Un episodio che ha riacceso il dibattito sulle armi nelle scuole e sulle politiche di integrazione.
Decreto sicurezza: meno tutele per i minori non accompagnati
Salvini ha poi spiegato alcune delle misure nel nuovo decreto sicurezza, che ora è all’esame del Parlamento. “Nel decreto – ha detto – è previsto che tutti i minori non accompagnati che sono a carico dello Stato, se commettono un reato, non saranno più assistiti e mantenuti dagli italiani”. Una posizione netta, pensata per stringere i controlli e ridurre le spese pubbliche.
Secondo dati del Ministero dell’Interno aggiornati a dicembre, in Italia ci sono circa 21mila minori stranieri non accompagnati, ospitati in strutture pubbliche o convenzionate. Il costo medio annuale per ciascuno si aggira intorno ai 35mila euro. “Noi vogliamo accogliere chi porta uno stile di vita compatibile con i nostri valori”, ha rimarcato Salvini, lasciando intendere che la tolleranza verso comportamenti violenti sarà minima.
Il passato che torna e le reazioni sul territorio
Durante il suo discorso, Salvini ha ricordato: “Quando eravamo noi alle superiori, se si litigava per una ragazza, al massimo si dava uno schiaffo o qualche spintone”. Un paragone che ha diviso chi ascoltava: alcuni insegnanti hanno annuito, altri hanno preferito non commentare. Presente anche il sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, che ha accolto il ministro all’ingresso del ponte.
Nel frattempo, a La Spezia la scuola dove è avvenuto l’accoltellamento è rimasta chiusa per permettere i rilievi della polizia scientifica. La dirigente scolastica ha dichiarato: “La comunità è scossa, ma stiamo lavorando per garantire la sicurezza di tutti gli studenti”.
Scontro politico e cosa succede adesso
Le parole di Salvini hanno fatto discutere anche in Parlamento. Dal Partito Democratico, la deputata Chiara Gribaudo ha chiesto di “non fare di tutta l’erba un fascio, distinguendo chi sbaglia da chi davvero vuole integrarsi”. Dall’altra parte, il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari ha detto che “la fermezza è l’unica strada”.
Il decreto sicurezza dovrebbe arrivare in aula nelle prossime settimane per la discussione finale. Il governo punta a chiudere in fretta, mentre le associazioni che si occupano di minori stranieri chiedono un confronto più ampio. Intanto, nelle scuole italiane cresce la preoccupazione. Una docente di educazione civica del liceo Grassi di Lecco ha spiegato: “Serve più prevenzione, non basta solo inasprire le pene”.
Il caso di La Spezia resta aperto: la procura dei minori sta valutando la posizione dello studente coinvolto. E mentre il dibattito va avanti, la città di Lecco – tra transenne e operai al lavoro sul ponte – si interroga sul sottile confine tra accoglienza e sicurezza.
