Madrid, 19 gennaio 2026 – Una telefonata disperata, ieri sera alle 19.45, ha segnato l’inizio di una lunga notte di angoscia per decine di famiglie. Una giovane passeggera, in lacrime, ha avvisato la madre che il treno Alvia su cui viaggiava era appena deragliato vicino ad Adamuz, nella provincia di Córdoba. L’incidente, avvenuto alle 19.39 sulla tratta Madrid-Huelva, ha coinvolto anche un treno ad alta velocità della compagnia Iryo, diretto da Malaga a Madrid, che viaggiava nel senso opposto. Le cause sono ancora da chiarire.
Tra attese e silenzi: la confusione alla stazione
“Mia figlia mi ha chiamata in lacrime, sconvolta,” racconta la madre della ragazza, che si trovava nel vagone numero 4 dell’Alvia. “Poi ho perso la linea, non c’era più copertura. Sono corsa subito alla stazione, alla sede della Renfe,” ha spiegato alla tv pubblica Tve. Ma lì il quadro era confuso: “Non sapevano nulla. Hanno chiamato il 112 e detto che c’era stato un incidente. Poi hanno provato a contattare il macchinista e i controllori, ma nessuno rispondeva.”
Il racconto si fa più amaro: “Quello che mi ha lasciata senza parole è che hanno chiuso l’ufficio e se ne sono andati, lasciandoci senza notizie. Una follia.” In quei momenti, tra passeggeri e parenti, è calato il silenzio carico di smarrimento. Nessuna informazione ufficiale, solo attese e telefoni muti.
I primi istanti dopo lo schianto: buio e paura
Le prime ricostruzioni parlano di uno scontro avvenuto su un tratto di linea dove nei giorni scorsi erano stati segnalati lavori di manutenzione. La giovane sopravvissuta ha detto alla madre che lei e altri passeggeri erano riusciti a uscire dal vagone: “Mi ha detto che erano riusciti a uscire, ma che c’erano molti morti.”
Quando sono arrivati i soccorsi, la scena era ancora caotica. “I passeggeri erano al buio, da soli, senza soccorsi né polizia,” ha raccontato la donna. Le squadre di emergenza hanno impiegato diversi minuti per raggiungere il luogo, reso difficile dalla posizione isolata e dalla mancanza di illuminazione.
La lunga notte dei soccorsi ad Adamuz
Le autorità spagnole hanno allestito un centro di emergenza vicino alla stazione di Adamuz per accogliere i feriti e assistere i familiari. “Mia figlia ora è al centro di triage per i feriti,” ha aggiunto la madre. Secondo fonti sanitarie locali, una ventina di persone sono state portate negli ospedali di Córdoba e Siviglia con ferite di varia gravità; il bilancio delle vittime resta provvisorio.
Sul posto hanno lavorato squadre della Protezione Civile, vigili del fuoco e polizia ferroviaria. I soccorsi sono durati tutta la notte. Testimoni raccontano che molti passeggeri erano intrappolati tra le lamiere; solo all’alba sono riusciti a liberarli tutti.
Le indagini e le prime reazioni
Le autorità hanno aperto un’inchiesta per capire cosa sia successo. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha detto che “tutte le piste sono al vaglio degli investigatori.” Renfe ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e ha garantito piena collaborazione.
Nel frattempo, cresce la preoccupazione tra chi usa quotidianamente i treni ad alta velocità. “Non è possibile che nel 2026 si muoia ancora così,” commenta un pendolare della tratta Madrid-Huelva. Il traffico ferroviario nella zona è sospeso fino a nuovo ordine.
Solo con le prime luci del giorno si è potuto avere un quadro più chiaro. Ma tra i binari ancora pieni di detriti e le famiglie in attesa, resta un senso di vulnerabilità che accompagna ogni viaggio in treno.
