Stellan Skarsgard: Trump e la sua megalomania per la conquista globale

Stellan Skarsgard: Trump e la sua megalomania per la conquista globale

Stellan Skarsgard: Trump e la sua megalomania per la conquista globale

Giada Liguori

Gennaio 19, 2026

Berlino, 19 gennaio 2026 – Stellan Skarsgård, fresco vincitore dell’European Film Award come miglior attore per “Sentimental Value” di Joachim Trier, non ha usato giri di parole sulle tensioni tra Stati Uniti ed Europa riguardo alla Groenlandia. A margine della cerimonia, l’attore svedese – che solo pochi giorni fa ha conquistato anche un Golden Globe – ha definito “assurda” la situazione, puntando il dito contro il presidente americano: “Trump è un megalomane che vuole dominare il mondo. Ha messo le mani sul Venezuela, all’improvviso, e questo è per la Chevron. Adesso vuole la Groenlandia per i minerali. È un criminale”, ha detto Skarsgård ai giornalisti, poco dopo le 22, nella sala stampa del Theater am Potsdamer Platz.

Groenlandia, il nuovo fronte caldo tra Usa ed Europa

La questione della Groenlandia è tornata al centro dell’attenzione nelle ultime settimane, dopo che la Casa Bianca ha rilanciato il suo interesse per l’isola artica, ricca di minerali e fondamentale per la strategia geopolitica. Secondo fonti europee, le pressioni degli Stati Uniti si sono fatte più forti da dicembre, con incontri riservati tra funzionari americani e rappresentanti danesi. Il tema è stato discusso anche al recente vertice Nato di Bruxelles, dove la premier danese Mette Frederiksen ha ribadito che “la Groenlandia appartiene ai groenlandesi” e che “ogni decisione sul futuro dell’isola deve coinvolgere direttamente la sua popolazione”.

Joachim Trier: “Il diritto internazionale va rispettato”

Joachim Trier, regista norvegese di “Sentimental Value”, ha scelto un tono più calmo ma chiaro. “La storia ci insegna che l’idea di appropriarsi di altri paesi e la colonizzazione sono cose di cui dobbiamo sentirci responsabili. Stiamo cercando di superare quell’errore”, ha spiegato ai giornalisti, poco prima di mezzanotte. Trier ha ricordato i passi fatti dalla Danimarca nel riconoscere il proprio passato con la Groenlandia: “La Danimarca ha fatto molto per chiedere scusa e rimediare, e la Groenlandia è dei suoi abitanti”.

Il regista ha poi sottolineato il ruolo della Nato nella difesa dell’isola: “La Danimarca è stata chiara: gli Stati Uniti possono, tramite la Nato, proteggere la Groenlandia se lo vogliono. Sono d’accordo con Stellan: appropriarsi dell’isola è un’idea assurda. Il diritto internazionale deve essere rispettato, altrimenti si scatenerà un effetto domino che cambierà il modo in cui le superpotenze si comportano con gli altri paesi”.

Liv Ullmann contro la candidatura di Trump al Nobel per la pace

Non solo Skarsgård e Trier. Sempre a Berlino, anche Liv Ullmann, premiata alla carriera, è intervenuta sul tema. Nel suo breve ma intenso discorso, l’attrice norvegese ha criticato apertamente Trump, parlando della recente decisione della leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado di proporre il tycoon per il premio Nobel per la pace. “Mi chiedo come si possa premiare chi alimenta tensioni e cerca di controllare territori che non gli appartengono”, ha detto Ullmann dal palco, tra gli applausi del pubblico.

Groenlandia, tra diplomazia e cultura

Il caso della Groenlandia è parte di un quadro più ampio di rapporti complicati tra Washington e le capitali europee. Da una parte, la Casa Bianca insiste sulla necessità di proteggere l’Artico e le sue risorse; dall’altra, cresce la paura che dietro queste mosse ci siano interessi economici legati a petrolio, gas e minerali rari. La presenza di figure come Skarsgård, Trier e Ullmann – artisti noti per il loro impegno civile – ha portato il dibattito fuori dalle stanze della diplomazia.

Secondo diversi osservatori a Berlino, l’atmosfera nella sala era tesa ma attenta: molti ospiti hanno applaudito le parole degli artisti, altri hanno preferito non commentare. Solo così, tra una premiazione e l’altra, si è capito quanto la questione groenlandese sia ormai entrata nell’agenda politica europea. Resta però da vedere se le parole di quella sera avranno un seguito concreto nei mesi a venire.