Tokyo in rosso all’apertura: il mercato giapponese scivola dell’1,03%

Tokyo in rosso all'apertura: il mercato giapponese scivola dell'1,03%

Tokyo in rosso all'apertura: il mercato giapponese scivola dell'1,03%

Matteo Rigamonti

Gennaio 19, 2026

Tokyo, 19 gennaio 2026 – La Borsa di Tokyo ha iniziato la settimana in rosso, con l’indice Nikkei che ha lasciato sul terreno l’1,03%, chiudendo a 53.383,16 punti. La giornata, partita alle 9:00 ora locale, si è svolta tra attese per i dati sulla crescita economica della Cina nel quarto trimestre e le tensioni crescenti tra Unione Europea e Stati Uniti. Sullo sfondo, le recenti dichiarazioni dell’amministrazione Trump su una possibile annessione della Groenlandia hanno aumentato l’incertezza sui mercati.

Tokyo frena, tutti gli occhi puntati sui dati cinesi

Gli operatori giapponesi hanno mostrato prudenza fin dall’apertura. “Il mercato aspetta i dati cinesi,” ha detto Kenji Saito, analista di Nomura Securities, contattato nella sede di Marunouchi. Secondo lui, “la crescita del PIL cinese nel quarto trimestre può influenzare non solo Tokyo ma tutta l’area Asia-Pacifico.” Il dato ufficiale è atteso domani alle 10:00 ora di Pechino.

Il Nikkei ha perso 553 punti rispetto alla chiusura di venerdì. Un calo che, secondo diversi broker, riflette sia l’incertezza globale sia una serie di vendite dopo le settimane di rialzi. “Molti investitori preferiscono restare fermi,” ha confidato un trader di Daiwa Securities, “finché non sarà chiaro come va l’economia cinese.”

Groenlandia e tensioni Usa-Ue, nuova spina nei mercati

A complicare il quadro, le nuove tensioni tra Washington e Bruxelles. Nel weekend, l’amministrazione Trump ha rilanciato l’ipotesi di un’acquisizione della Groenlandia, territorio autonomo danese. La proposta ha scatenato reazioni immediate sia dall’Unione Europea che da Copenaghen. “Non si può discutere la sovranità di un territorio europeo in questo modo,” ha detto ieri sera Peter Stano, portavoce della Commissione Ue.

Le tensioni geopolitiche hanno pesato sulle borse asiatiche. A Tokyo, molte azioni legate all’export verso gli Stati Uniti hanno chiuso con ribassi più marcati rispetto al resto del listino. “Il rischio di nuove barriere commerciali o sanzioni è tornato a farsi sentire,” ha ammesso un gestore di fondi straniero che segue il mercato giapponese da più di vent’anni.

Yen in rialzo su dollaro ed euro, ricerca di sicurezza

Sul fronte valutario, lo yen si è rafforzato sia contro il dollaro che contro l’euro. Questa mattina il cambio ha toccato 157,60 yen per dollaro e 183,20 yen per euro, livelli che non si vedevano da settimane. Dietro questo movimento c’è la corsa a valute più sicure in un momento di incertezza globale.

“Lo yen resta una valuta rifugio,” ha spiegato Yuki Matsumoto, strategist valutario di Mizuho Bank. “Gli investitori stanno riducendo l’esposizione ai beni più rischiosi e tornando sul Giappone.” Un trend che potrebbe continuare, soprattutto se i dati economici cinesi dovessero deludere.

Mercati in attesa, prudenza tra gli operatori

In attesa delle mosse delle banche centrali e dei numeri dalla Cina, tra gli operatori si respira prudenza. “Il mercato giapponese è molto legato a quello globale,” ha ricordato Saito di Nomura. Solo quando arriveranno i dati da Pechino si potrà capire se il calo di oggi è solo una pausa o l’inizio di qualcosa di più complicato.

Intanto, la giornata si è chiusa con volumi leggermente sotto la media del mese e senza segnali chiari di inversione nel breve periodo. Gli occhi restano puntati sulle prossime ore: tra dati economici e tensioni diplomatiche, la settimana a Tokyo si apre all’insegna dell’incertezza.