Tragedia ferroviaria: le vittime disperse a centinaia di metri l’una dall’altra

Tragedia ferroviaria: le vittime disperse a centinaia di metri l'una dall'altra

Tragedia ferroviaria: le vittime disperse a centinaia di metri l'una dall'altra

Matteo Rigamonti

Gennaio 19, 2026

Siviglia, 19 gennaio 2026 – I corpi delle vittime dell’incidente ferroviario in Andalusia sono stati trovati a centinaia di metri dal punto dello schianto, ha detto stamattina il presidente della regione, Juanma Moreno. L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio vicino a Écija e ha coinvolto un treno passeggeri diretto a Siviglia. Le autorità spiegano che la violenza dell’impatto ha fatto volare i passeggeri fuori dai finestrini, complicando di molto il recupero dei corpi.

Treno deragliato, scene di devastazione

I soccorritori sono arrivati sul posto poco dopo le 16 e hanno trovato uno scenario straziante. “Il macchinista è stato ritrovato a decine di metri dalla cabina”, hanno raccontato alcuni operatori della Croce Rossa a El Mundo. I vagoni erano accartocciati l’uno sull’altro, con sedili e oggetti personali sparsi tra i binari e la campagna intorno. “Quel groviglio di ferro contorto racconta da solo la forza dell’impatto”, ha aggiunto Moreno, visibilmente scosso durante il sopralluogo notturno.

Le prime indagini della polizia ferroviaria dicono che il treno è deragliato su un tratto rettilineo. Non si esclude un cedimento dei binari o un ostacolo improvviso. Le indagini sono aperte e tutte le ipotesi restano sul tavolo. Intanto, i tecnici di Renfe, la compagnia ferroviaria spagnola, stanno esaminando i dati della scatola nera trovata tra le lamiere.

Notte di lavoro per soccorritori e ricerche

Le squadre di emergenza hanno operato tutta la notte, illuminando l’area con fari e torce. “Quando arriveranno i mezzi pesanti per sollevare i vagoni, temo che emergeranno altre vittime”, ha ammesso Moreno davanti ai giornalisti. Al momento, il bilancio ufficiale è di almeno 17 morti e più di 40 feriti, alcuni in condizioni molto gravi. Il numero delle persone coinvolte potrebbe aumentare nelle prossime ore.

I parenti delle vittime si sono radunati all’ospedale Virgen del Rocío di Siviglia e alla stazione di Écija. Qui sono stati allestiti punti di assistenza e psicologi per sostenere chi è in attesa di notizie. Testimoni parlano di “corpi sbalzati nei campi”, mentre altri passeggeri sarebbero rimasti intrappolati tra le lamiere. “Non dimenticherò mai quelle urla”, ha raccontato una giovane donna aiutata dai vigili del fuoco.

Le istituzioni: cordoglio e indagini serrate

Il governo spagnolo ha espresso vicinanza alle famiglie colpite e ha promesso “massima trasparenza” nelle indagini. Oggi pomeriggio è previsto un sopralluogo sul posto congiunto tra il ministro dei Trasporti, Raquel Sánchez, e le autorità locali. “Dobbiamo capire cosa è successo e fare in modo che tragedie simili non si ripetano”, ha detto Sánchez in una nota diffusa nella notte.

Nel frattempo, la linea ferroviaria tra Siviglia e Cordova resta chiusa. Tecnici e investigatori lavorano per mettere in sicurezza l’area e raccogliere tutti gli elementi utili a ricostruire la dinamica dell’incidente. Saranno ascoltati anche i superstiti e il personale a bordo.

Una comunità sotto shock

A Écija e nei paesi vicini, la notizia ha colpito duro. Le bandiere negli edifici pubblici sono state messe a mezz’asta. Il sindaco, David García Ostos, ha proclamato tre giorni di lutto cittadino. “Siamo vicini alle famiglie coinvolte in questa tragedia”, ha detto in una breve dichiarazione davanti ai giornalisti.

Solo quando i mezzi pesanti solleveranno i vagoni si potrà avere un quadro chiaro delle vittime. Fino ad allora, la speranza è affidata al lavoro silenzioso delle squadre impegnate tra lamiere e fango. Un’attesa che pesa su tutta l’Andalusia, ancora sotto choc per una tragedia che nessuno avrebbe immaginato appena ventiquattro ore fa.