Trieste, 19 gennaio 2026 – Il Trieste Film Festival ha riaperto le porte il 17 gennaio, portando ancora una volta sotto i riflettori il cinema dell’Europa centro-orientale. Fino al 24 gennaio, tra il Teatro Miela, il Politeama Rossetti e il Cinema Ambasciatori, la città ospita più di 120 eventi tra proiezioni, incontri e masterclass. Un appuntamento che, come ricorda la direttrice artistica Nicoletta Romeo, “da 37 anni punta con forza su questa zona del continente”, diventando il principale punto di riferimento in Italia per chi vuole scoprire storie, registi e tendenze di una regione spesso poco raccontata.
Dal Mar Baltico al Mediterraneo: un ponte culturale in movimento
“Abbiamo cominciato con un gruppo di Paesi molto più piccolo, la comunità di lavoro Alpe Adria”, ha raccontato Romeo durante la presentazione. “Oggi il festival abbraccia un’area che va dal Mar Baltico fino al Mediterraneo”. Un allargamento che segue i cambiamenti politici e culturali degli ultimi decenni, ma anche la voglia di Trieste di restare un punto di incontro tra Est e Ovest.
Non è solo questione di film: il festival propone masterclass, incontri con registi e attori, panel tematici. “Spesso questi Paesi sono visti come marginali o poco influenti nella storia europea”, ha sottolineato Romeo. “In realtà sono un vero termometro di molte politiche europee, anche sul piano culturale”. Una posizione confermata dai numeri: ogni anno arrivano centinaia di addetti ai lavori, studenti e appassionati.
Rafforzare il legame con i giovani
Uno degli obiettivi per il futuro è coinvolgere di più le nuove generazioni. “Vogliamo puntare di più sui ragazzi”, ha confidato la direttrice. Da qui nasce la Trieste Film Festival Academy, un progetto dedicato agli studenti universitari di cinema da tutta Europa. “Ne ospitiamo già un centinaio ogni anno”, ha spiegato Romeo. “Vengono qui a vedere film, partecipano a masterclass, incontri e panel. Nei prossimi anni voglio aumentare i numeri e offrire un percorso ancora più completo”.
L’attenzione ai giovani non si ferma alla formazione: molti film in concorso raccontano storie di ragazzi alle prese con i grandi cambiamenti sociali e politici dei loro Paesi. Un modo per restituire spessore e complessità a una regione spesso ridotta a stereotipo.
Tre concorsi e un pubblico in crescita
Il cuore del festival sono le tre gare: lungometraggi, cortometraggi e documentari. Una giuria internazionale assegnerà i premi principali, mentre il pubblico potrà votare i suoi preferiti. La selezione di quest’anno spazia dalla Polonia alla Grecia, passando per Ungheria, Romania e Balcani.
Ad aprire la rassegna, ieri sera, è stato “Franz” della regista polacca Agnieszka Holland, distribuito in Italia da Movies Inspired. Una scelta che conferma l’attenzione del festival per autori capaci di raccontare con uno sguardo personale le contraddizioni dell’Europa di oggi.
Trieste, capitale del dialogo tra Est e Ovest
Per una settimana, Trieste si trasforma in un crocevia culturale tra Est e Ovest. Le sale del centro – dal Miela al Rossetti – si animano di voci, lingue e accenti diversi. “C’è sempre bisogno di parlare di questi Paesi”, ha ribadito Romeo. “Non solo per ragioni artistiche, ma perché sono parte integrante della storia europea”.
Il pubblico risponde presente: già alla prima serata si sono formate lunghe code fuori dai cinema, con spettatori arrivati anche da Slovenia, Croazia e Austria. Un segnale chiaro che il festival è un punto di riferimento non solo per Trieste, ma per tutta l’area mitteleuropea.
Lo sguardo verso il domani
Guardando avanti, la direttrice artistica non nasconde le ambizioni: rendere il festival ancora più internazionale e aperto. “Vorrei vedere sempre più giovani coinvolti”, ha detto Romeo. “E continuare a raccontare storie che ci aiutino a capire meglio l’Europa in cui viviamo”.
Il programma va avanti fino al 24 gennaio: tra le anteprime più attese, i nuovi lavori di registi emergenti dall’Est Europa e una retrospettiva dedicata al cinema ucraino contemporaneo. Trieste, ancora una volta, si conferma un laboratorio vivo di idee e visioni.
