Un delitto svelato: il mistero dell’omicidio di Federica Torzullo e il ruolo della ruspa e del GPS

Un delitto svelato: il mistero dell'omicidio di Federica Torzullo e il ruolo della ruspa e del GPS

Un delitto svelato: il mistero dell'omicidio di Federica Torzullo e il ruolo della ruspa e del GPS

Matteo Rigamonti

Gennaio 19, 2026

Roma, 19 gennaio 2026 – Claudio Carlomagno, 45 anni, è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso la moglie, Federica Torzullo, funzionaria delle Poste a Fiumicino. Il delitto sarebbe avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 gennaio nella loro villetta di via Costantino ad Anguillara Sabazia. Poi, secondo gli investigatori, Carlomagno avrebbe nascosto il corpo nella sua ditta di movimento terra, in via Comunale San Francesco. La svolta nelle indagini è arrivata grazie al tracciamento del Gps sui suoi veicoli, che ha permesso di ricostruire gli spostamenti e di scoprire dove era stato sepolto il cadavere.

La notte dell’omicidio: i fatti ricostruiti

Gli inquirenti ritengono che Carlomagno abbia agito in casa, probabilmente nella cabina armadio della camera da letto. Dopo aver ucciso la moglie, avrebbe caricato il corpo nel bagagliaio della sua Kia Sportage. Alle 7.30 di mattina è uscito di casa e si è diretto verso la sua azienda, dove ha scavato una fossa profonda circa due metri e mezzo con una ruspa, per poi gettarci dentro la donna. Solo verso le 10 è tornato indietro, dicendo di aver dimenticato il portafoglio. Gli operai, però, lo aspettavano da quasi un’ora.

Un particolare ha insospettito gli investigatori: la telefonata di Carlomagno alla colf, con cui le chiedeva di non presentarsi quel giorno. “Non abbiamo dormito insieme perché io russo e lei si è spostata nella camera di nostro figlio”, ha detto ai carabinieri. “Non so come fosse vestita, non ha preso la macchina. Il mattino dopo l’ho trovata fuori casa, forse è andata via a piedi”. Una versione che non ha convinto né gli inquirenti né chi conosceva Federica.

I sospetti di premeditazione

Nelle ore seguenti l’omicidio, Carlomagno sarebbe stato visto aggirarsi con un furgone nelle campagne di Anguillara, forse per depistare le indagini. Gli investigatori stanno valutando se contestargli anche la premeditazione. “Il capo squadra mi ha chiamato verso le 15, dicendo che Federica non era arrivata al lavoro e non aveva dato alcun giustificativo”, ha raccontato una collega. “La conosco da sempre e sono certa che non sarebbe mai andata via di sua spontanea volontà”.

Il corpo di Federica non è stato ancora riconosciuto ufficialmente dai familiari, ma la sorella Stefania ha confermato ai carabinieri che i braccialetti e la catenina trovati sul cadavere erano suoi. Un dettaglio che ha rafforzato i sospetti su Carlomagno.

Il Gps che ha fatto scattare la svolta

Il colpo di scena è arrivato dal Gps installato sui mezzi dell’azienda di Carlomagno. I dati hanno permesso agli investigatori di seguire i suoi movimenti tra la ditta, le campagne intorno e la casa. In casa e sul camion sono state trovate “copiose” tracce di sangue. Un testimone ha riferito di averlo visto lavare il cassone del camion con una pompa nel pomeriggio del 9 gennaio.

“Gli elementi a suo carico sono chiari e precisi, non lasciano dubbi”, ha detto il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, invitando Carlomagno a raccontare la verità. Nel terreno della ditta, a meno di tre chilometri dalla villetta, un investigatore ha notato una mano spuntare dalla terra: era il corpo di Federica, sepolto sotto oltre due metri di detriti.

L’indagato e le prossime mosse

Carlomagno è ora in carcere a Civitavecchia. Il suo avvocato, Andrea Miroli, ha detto che il cliente avrebbe voluto costituirsi. Finora, però, non gli è stata formalmente contestata l’accusa di occultamento di cadavere e non ci sono indizi di complici.

Le indagini vanno avanti per chiarire ogni dettaglio. Restano da capire le ragioni che hanno portato a questo gesto e se ci fossero segnali prima della scomparsa di Federica. La comunità di Anguillara è sotto choc. “Era una persona solare, sempre disponibile”, racconta una vicina. “Nessuno avrebbe mai immaginato una cosa del genere”.