Usa: obiettivo reattore nucleare sulla Luna entro il 2030

Usa: obiettivo reattore nucleare sulla Luna entro il 2030

Usa: obiettivo reattore nucleare sulla Luna entro il 2030

Giada Liguori

Gennaio 19, 2026

Washington, 19 gennaio 2026 – Ieri la NASA e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti hanno siglato un accordo importante per mettere a punto un reattore nucleare da installare sulla superficie della Luna entro il 2030. Questa mossa fa parte del programma Artemis e delle missioni future verso Marte. L’annuncio è arrivato nel tardo pomeriggio, con una nota ufficiale dell’agenzia spaziale americana. L’obiettivo è chiaro: mantenere gli Stati Uniti in testa all’esplorazione spaziale e nel mercato che ne deriva, rafforzando una collaborazione che va avanti da anni.

Energia nucleare sulla Luna: la sfida della NASA

Il progetto coinvolge direttamente il Dipartimento dell’Energia (DOE) e punta a creare un sistema di alimentazione a fissione capace di fornire energia elettrica in modo affidabile e sicuro sulla Luna. La NASA spiega che il reattore dovrà funzionare per anni senza bisogno di rifornimenti, garantendo energia anche durante le lunghe notti lunari o quando manca il sole. Un dettaglio importante: sulla Luna, la notte può durare fino a 14 giorni terrestri, perciò serve una fonte energetica che non dipenda dalla luce solare.

Spazio e politica: la spinta americana

La firma di questo accordo arriva nel quadro della politica spaziale nazionale voluta dall’ex presidente Donald Trump, che ha rilanciato l’impegno degli Stati Uniti a tornare sulla Luna e a costruire basi permanenti. “Secondo la politica spaziale nazionale del Presidente Trump, l’America si impegna a tornare sulla Luna, costruire le infrastrutture per restarci e fare gli investimenti necessari per il prossimo grande passo verso Marte e oltre”, ha detto l’amministratore della NASA, Jared Isaacman. Per lui, l’energia nucleare è un passaggio fondamentale perché “permette una collaborazione più stretta tra NASA e Dipartimento dell’Energia, dando le capacità per aprire l’età d’oro dell’esplorazione e della scoperta spaziale”.

Tecnologia e sicurezza: cosa aspettarsi

Il sistema di alimentazione a fissione sarà progettato per garantire sicurezza, efficienza e una fornitura abbondante di energia. NASA e DOE puntano a testare i primi prototipi già nei prossimi anni. L’obiettivo è installare il reattore sulla Luna entro la fine del decennio. Non sono ancora noti i dettagli sui costi o sulle aziende coinvolte, ma fonti interne parlano di una stretta collaborazione con i principali contractor del settore aerospaziale e nucleare statunitense.

Energia continua per Artemis e oltre

Il programma Artemis, che prevede il ritorno degli astronauti americani sulla Luna entro il 2028, è il contesto in cui si inserisce questo nuovo accordo. L’energia continua, spiegano fonti NASA, sarà fondamentale non solo per le missioni brevi, ma soprattutto per costruire basi permanenti e preparare le future spedizioni verso Marte. “Avere un reattore sulla superficie lunare permetterà missioni più lunghe, con energia indipendente dalla luce solare o dalla temperatura”, si legge nella nota diffusa ieri.

Le sfide da superare

Non mancano le difficoltà tecniche. Trasportare e installare un reattore nucleare sulla Luna è una sfida enorme, sia per l’ingegneria sia per la sicurezza. Gli esperti del DOE stanno cercando soluzioni per ridurre i rischi durante il lancio e l’atterraggio, e per assicurare che il sistema funzioni al meglio in un ambiente così ostile. Nei prossimi mesi si attendono nuovi dettagli sui test previsti negli Stati Uniti e sulle tempistiche di sviluppo.

Reazioni e scenari internazionali

La notizia ha attirato attenzione anche fuori dagli Stati Uniti. In Europa e in Asia, diversi osservatori hanno sottolineato come la corsa all’energia nucleare nello spazio potrebbe aprire nuovi scenari di cooperazione o competizione tra le agenzie spaziali più importanti. Per ora, però, la NASA sembra voler fare da battistrada: “Vogliamo essere i primi a garantire una presenza stabile sulla Luna”, ha ribadito Isaacman in un incontro informale con i giornalisti.

Il conto alla rovescia è già partito. Questa volta, la partita si gioca anche sul fronte dell’energia.