Vicenza, 19 gennaio 2026 – Nel cuore del polo fieristico di Vicenza, dove da stamattina si sente già il fermento della Vicenzaoro January 2026, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha dato il via all’evento sottolineando forza e sfide del settore orafo locale. “Il comparto dell’oreficeria, soprattutto nel distretto di Vicenza, ha numeri molto importanti, anche in controtendenza rispetto ad altre realtà nazionali”, ha detto Stefani davanti a imprenditori, artigiani e rappresentanti delle istituzioni. La fiera, che resterà aperta fino al 20 gennaio, mette insieme le eccellenze della filiera orafo-gioielliera e orologiera italiana e internazionale.
Vicenza, il distretto orafo tra grandi risultati e difficoltà concrete
I dati forniti dagli organizzatori confermano che il distretto vicentino resta un punto di riferimento per l’export di gioielli e per le innovazioni nel settore. Ma, come ha ammesso lo stesso Stefani, non mancano problemi da affrontare. “In questo momento il settore dell’oro attraversa alcune difficoltà che bisogna superare insieme”, ha spiegato il presidente della Regione, sottolineando l’importanza di un dialogo costante tra istituzioni e imprese.
Per questo motivo, la Regione Veneto ha messo in piedi una serie di tavoli di lavoro con il mondo produttivo. Il primo incontro è fissato per il 26 gennaio: “Sarà il giorno del tavolo sulla sburocratizzazione”, ha anticipato Stefani, aggiungendo che già a febbraio sono in programma altri appuntamenti. L’obiettivo è snellire la burocrazia che spesso frena le aziende orafe e permettere loro di essere più competitive sui mercati esteri.
Manodopera qualificata, l’emergenza che preoccupa
Tra le priorità indicate dal governatore c’è la mancanza di manodopera specializzata. Le stime regionali dicono che entro il 2030 in Veneto potrebbero mancare circa 280mila lavoratori qualificati. Un campanello d’allarme non solo per gli imprenditori dell’oreficeria, ma per tutto il tessuto produttivo locale. “Per uscire da questa emergenza – ha spiegato Stefani – serve un legame più stretto tra scuole professionali e imprese del territorio”.
Il presidente ha sottolineato l’importanza di percorsi tecnici e professionali come un’alternativa valida all’università. “Non è detto che per avere successo si debba per forza laurearsi”, ha detto ai giovani in sala. “Un ragazzo può trovare la sua strada anche scegliendo un percorso tecnico o professionale che lo porti dritto nel mondo del lavoro”. Un messaggio chiaro, che punta a valorizzare le competenze pratiche e a ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro.
Scuola, università e imprese: una squadra per il futuro
La strategia della Regione non si limita alla formazione tecnica. Stefani ha ricordato anche l’avvio di un confronto con i rettori delle università venete per trattenere i talenti in regione. “Abbiamo aperto un tavolo con i rettori – ha spiegato – e continueremo a lavorare insieme nei prossimi giorni”. L’obiettivo è creare un ponte stabile tra università e imprese, evitando così la fuga dei giovani più preparati verso altre regioni o l’estero.
Durante la mattinata, molti operatori del settore hanno espresso apprezzamento per l’attenzione delle istituzioni. Alcuni imprenditori hanno messo in luce come la carenza di personale qualificato sia ormai uno dei problemi principali per chi vuole innovare e crescere. “Serve investire di più nella formazione”, ha detto un artigiano vicentino, “ma anche semplificare le regole e ascoltare chi lavora ogni giorno in azienda”.
Vicenzaoro January 2026, vetrina mondiale e laboratorio di idee
La fiera, che ogni anno richiama migliaia di visitatori da tutto il mondo, conferma il suo ruolo non solo come vetrina delle eccellenze italiane, ma anche come luogo di confronto sulle sfide future. Tra i padiglioni si alternano grandi nomi storici e giovani designer, mentre nei corridoi si parla di innovazione, sostenibilità e nuovi mercati.
“Il settore orafo è un fiore all’occhiello per il Veneto”, ha ribadito Stefani prima di lasciare la sala conferenze. “Siamo orgogliosi di farne parte oggi e di incontrare chi ogni giorno vive questa realtà”. Un messaggio di fiducia, ma anche un invito a lavorare insieme – istituzioni, imprese e scuole – per garantire al distretto vicentino un futuro solido e competitivo.
