Anguillara Sabazia, 20 gennaio 2026 – Claudio Carlomagno, 45 anni, accusato dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere della moglie Federica Torzullo, ha scelto il silenzio davanti ai magistrati. L’interrogatorio, atteso da giorni negli uffici della procura di Civitavecchia, è durato pochi minuti. Nessuna parola, nessuna spiegazione: l’uomo, assistito dal suo avvocato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un silenzio che pesa e lascia aperti molti dubbi sulla notte tra l’8 e il 9 gennaio, quando – secondo gli inquirenti – si sarebbe consumato il femminicidio nella villetta di famiglia ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma.
“Delitto di estrema violenza”, parla la procura
Il procuratore capo Alberto Liguori non ha nascosto la gravità della situazione: “Un delitto di estrema violenza”, ha detto ai giornalisti all’uscita dal tribunale. Il corpo di Federica Torzullo, 41 anni, è stato trovato “irriconoscibile”, nascosto tra i detriti vicino all’azienda agricola di Carlomagno, in via della Mola Vecchia. Dal decreto di fermo emerge che l’uomo avrebbe anche tentato di bruciare il corpo, forse per cancellare ogni prova. Un particolare che ha colpito anche gli investigatori più esperti. “Non avevamo mai visto una scena simile”, ha raccontato uno dei carabinieri presenti al ritrovamento.
Arma del delitto ancora ignota, si punta sul coltello
Le indagini non si fermano. Restano molti punti da chiarire: come è andata davvero, perché è successo e soprattutto con cosa. Al momento, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera e confermato da fonti vicine all’inchiesta, l’ipotesi più accreditata è l’uso di un coltello. Ma non c’è ancora nulla di ufficiale: l’arma non è stata trovata. Per questo la procura ha ordinato nuovi accertamenti e l’autopsia, affidata questa mattina ai medici legali del Policlinico Gemelli. I risultati arriveranno nei prossimi giorni e potrebbero essere decisivi.
La notte del delitto e il tentativo di sparire
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Carlomagno avrebbe agito nella notte tra l’8 e il 9 gennaio. Dopo il delitto, avrebbe nascosto il corpo vicino alla sua azienda e cercato di far perdere le proprie tracce. “Era pronto a scappare”, si legge nel decreto di fermo. Lo confermano anche i primi controlli sui suoi movimenti: telefoni spenti, auto parcheggiata lontano dalla villetta, nessun contatto con amici o parenti. Solo quando i sospetti si sono fatti più forti, Carlomagno ha capito la gravità della situazione.
Rilievi in corso nella villetta di Anguillara
Questa mattina i carabinieri sono tornati nella casa dove viveva la coppia per nuovi rilievi. L’attenzione si è concentrata sulla “scatola nera” dell’auto di Carlomagno e sui telefoni dei due. Si cercano tracce digitali, messaggi cancellati, spostamenti sospetti. Le operazioni sono state però interrotte a metà mattinata e riprenderanno nei prossimi giorni. “Servono analisi approfondite”, ha spiegato un ufficiale dell’Arma presente sul posto.
Un paese che fatica a credere
Ad Anguillara Sabazia la notizia ha lasciato tutti sotto shock. Federica Torzullo era conosciuta da tutti: lavorava in una scuola elementare vicino al centro storico, sempre gentile con colleghi e genitori. “Non riusciamo a capire”, ha detto una vicina di casa, ancora incredula davanti ai giornalisti raccolti in piazza del Comune. La villetta della coppia è sotto sequestro, con i sigilli rossi apposti dai carabinieri sul cancello.
Cosa succede adesso
Nei prossimi giorni la procura aspetta i risultati dell’autopsia e delle analisi sui dispositivi sequestrati. Solo allora si potrà mettere insieme un quadro più chiaro di quella tragica notte. Per ora, Claudio Carlomagno resta in carcere a Civitavecchia, accusato di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva e occultamento di cadavere. La difesa sta preparando la strategia processuale. Ma il silenzio dell’indagato pesa come un macigno su una vicenda che ha scosso profondamente Anguillara e non solo.