Cape Canaveral, 20 gennaio 2026 – Nella notte tra domenica e lunedì, il razzo SLS insieme alla capsula Orion di Artemis II hanno raggiunto la piattaforma di lancio 39B al Centro spaziale Kennedy in Florida. Un trasferimento lento, quasi solenne, durato quasi dodici ore. Il convoglio ha percorso poco più di sei chilometri a passo d’uomo, partendo dall’edificio di integrazione VAB alle 18:00 locali. Un segno chiaro della delicatezza dell’operazione, affidata al gigantesco Crawler Transporter-2, lo stesso mezzo cingolato che da decenni accompagna i sogni spaziali americani verso la rampa.
Artemis II, la sfida che riporta l’uomo sulla Luna
Con l’arrivo sulla rampa, Artemis II entra nella fase decisiva prima del lancio, previsto – salvo imprevisti – dal 6 febbraio. Nei prossimi giorni, tecnici e ingegneri completeranno le ultime operazioni per unire razzo e capsula e faranno i test finali sui sistemi di bordo. La cosiddetta “prova generale bagnata”, che consiste nel caricare il carburante fino al massimo, sarà il momento chiave. Solo allora si capirà se tutto è pronto per il decollo o se serviranno altri controlli. Un passaggio delicato, come dimostra la recente esperienza di Artemis I, che ha dovuto tornare più volte nel VAB per problemi tecnici, causando un ritardo di sei mesi.
Un equipaggio storico e nuovi primati
A bordo della capsula Orion ci saranno quattro astronauti: Reid Wiseman, ex capo dell’Ufficio Astronauti della NASA e comandante della missione; Victor Glover, pilota; Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen, entrambi specialisti di missione. Un equipaggio che segna più di un primato: Koch sarà la prima donna a volare verso la Luna, Glover il primo afroamericano, Hansen il primo non americano. “È un onore rappresentare non solo il mio Paese ma tutta la comunità internazionale”, ha detto Hansen ieri sera. La presenza europea nel programma Artemis è significativa, con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che ha realizzato il modulo di servizio della capsula.
Un viaggio attorno alla Luna mai visto prima
La missione durerà circa dieci giorni. L’equipaggio farà un giro completo intorno alla Luna, arrivando a circa 7.500 chilometri dal lato nascosto del satellite. Nessuna navicella con equipaggio umano è mai arrivata così lontano dalla Terra. Tuttavia, Artemis II non entrerà in orbita lunare: il piano prevede un passaggio ravvicinato e poi il ritorno verso casa, con ammaraggio nell’Oceano Pacifico. Un test fondamentale in vista di Artemis III, che – secondo i piani della NASA – dovrebbe riportare l’uomo sulla superficie lunare nei prossimi anni.
Le ultime verifiche e le incognite tecniche
Adesso che razzo e capsula sono sulla rampa, l’attenzione è tutta sulle ultime prove. Gli ingegneri della NASA sperano di non rivivere i problemi di Artemis I: “Abbiamo imparato molto dai test precedenti”, ha detto un portavoce dell’agenzia durante il briefing mattutino. Il conto alla rovescia è iniziato, ma la prudenza resta alta. Solo dopo la “prova generale bagnata” si potrà confermare la data del lancio.
Artemis, la nuova frontiera dell’esplorazione spaziale
Il programma Artemis segna la nuova era dell’esplorazione spaziale americana ed europea. L’obiettivo è tornare sulla Luna con equipaggi misti e preparare il terreno per future missioni su Marte. Intanto, a Cape Canaveral, le luci della piattaforma 39B restano accese. Tra cavi d’acciaio, valvole e pannelli digitali, si respira quell’attesa tipica dei grandi appuntamenti. Questa volta, a bordo, ci saranno volti nuovi – donne, uomini e nazionalità diverse – pronti a scrivere un altro capitolo nella storia dello spazio.
