Berlino, 20 gennaio 2026 – La 76esima Berlinale è pronta a spalancare le porte dal 12 al 22 febbraio, richiamando a sé appassionati e addetti ai lavori nella capitale tedesca. “Se non trovate qualcosa di cui innamorarvi, allora non amate il cinema”. Con questa battuta, la direttrice artistica Tricia Tuttle ha lanciato il programma del festival, mettendo in luce la ricchezza e la forza delle storie scelte quest’anno.
Wim Wenders in giuria: un ritorno che tutti aspettavano
A presiedere la giuria internazionale ci sarà Wim Wenders, il regista tedesco che non ha bisogno di presentazioni. Una nomina quasi scontata, dicono gli organizzatori, anche se arriva solo ora. Wenders è di casa alla Berlinale: nel 2000 si è aggiudicato l’Orso d’argento con “The Million Dollar Hotel” e nel 2015 ha ricevuto il premio alla carriera. Ora guiderà la giuria che assegnerà l’Orso d’oro. “È un onore”, ha detto Tuttle, ricordando la lunga storia di collaborazione con il regista. Gli altri giurati restano ancora un mistero, ma l’attesa è alta.
Concorso: ventidue film, l’Italia in prima fila
Su oltre ottomila titoli iscritti, sono ventidue quelli che si giocheranno la vittoria nel concorso principale, provenienti da ventotto Paesi diversi. Venti di questi saranno presentati in prima mondiale e nove sono firmati da registe donne. L’Italia porta due coproduzioni: “Rosebush Pruning” del brasiliano Karim Ainouz, liberamente ispirato a “I pugni in tasca” di Marco Bellocchio, con un cast internazionale che include Callum Turner, Riley Keough, Jamie Bell, Elle Fanning e Pamela Anderson; e “Nina Roza” della canadese Genevieve Dulude-de Celles, con Chiara Caselli tra i protagonisti. In gara anche “The Loneliest Man in Town”, nuova opera del duo italo-austriaco Tizza Covi e Rainer Frimmel.
Racconti intimi che parlano al mondo
Il programma della Berlinale 2026 punta su storie personali, spesso legate alla famiglia o ai sentimenti. Ma come spiega Michael Stuetz, responsabile della selezione insieme a Jacqueline Lyanga, “anche una storia privata racconta sempre qualcosa di politico”. Tuttle sottolinea che i film affrontano temi urgenti – politici, ambientali, sociali – ma lo fanno con momenti vivi, capaci di commuovere e far sorridere. Tra i titoli più attesi: “At the Sea” di Kornel Mundruczo, con Amy Adams che interpreta una donna che cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita dopo la disintossicazione; “Queen at Sea” di Lance Hammer con Juliette Binoche, che racconta il dramma familiare legato alla malattia; “Rose” di Markus Schleinzer, ambientato nel XVII secolo con Sandra Huller; “A voix basse” di Leyla Bouzid e “Soumsoum, la nuit des astres” di Mahamat-Saleh Haroun.
Nuove voci e memoria storica nelle sezioni parallele
Nella sezione Prospettive, dedicata ai registi emergenti, tredici film offriranno uno sguardo fresco sul presente. Tra questi spicca “Where to?” di Assaf Machnes, storia di un tassista palestinese a Berlino che si trova a trasportare un giovane israeliano. Anche qui c’è l’Italia con la coproduzione “Hangar Rojo” di Juan Pablo Sallato, che racconta il dramma interiore di un capitano dell’aviazione cilena dopo il golpe del 1973.
La sezione Berlinale Special mette invece in luce opere legate alla memoria collettiva e all’attualità. Tra queste “Heysel 85” di Teodora Ana Mihai, con Fabrizio Rongione e Paolo Calabresi, che ripercorre la tragedia di quarant’anni fa durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles. Da segnalare anche il documentario austriaco-italiano “Wax&Gold” di Ruth Beckermann, sul rapporto tra Etiopia ed Europa.
Berlino si prepara a raccontare i cambiamenti di oggi
Mentre la città si prepara ad accogliere cineasti e spettatori da ogni angolo del mondo, la Berlinale 2026 promette di offrire uno sguardo ampio sulle trasformazioni sociali e culturali in corso. La direttrice Tuttle ribadisce che il festival resta un luogo dove le storie personali si intrecciano con i grandi temi collettivi. E una cosa è certa: anche quest’anno Berlino sarà il punto d’incontro delle nuove tendenze del cinema internazionale.
