Borsa europea in discesa: Milano cede il 1,8%

Borsa europea in discesa: Milano cede il 1,8%

Borsa europea in discesa: Milano cede il 1,8%

Giada Liguori

Gennaio 20, 2026

Milano, 20 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno chiuso una giornata difficile, segnata da un clima teso tra Stati Uniti e Unione Europea. Il tutto è nato dall’annuncio di nuovi dazi da parte di Donald Trump, legati alla questione della Groenlandia. A Piazza Affari e negli altri principali mercati europei si sono viste vendite diffuse. A pagare il prezzo più alto sono stati i settori auto, lusso e tecnologia.

Mercati in rosso dopo i dazi di Trump

L’indice Stoxx 600, che riassume l’andamento dei maggiori titoli europei, ha chiuso in calo dell’1,3%. Milano ha fatto peggio: il Ftse Mib ha lasciato sul terreno l’1,8%, soprattutto nel corso del pomeriggio. Parigi ha perso l’1,5%, Francoforte l’1,4%, Madrid lo 0,9% e Londra lo 0,6%. “Il clima è cambiato dopo le parole di Trump”, ha commentato un operatore di una banca d’affari milanese poco prima della chiusura. “Gli investitori temono che la situazione possa degenerare in una nuova guerra commerciale”.

Auto, lusso e tecnologia in difficoltà

A soffrire di più sono stati i titoli del lusso, in calo del 3,3%, quelli dell’auto che hanno perso il 3% e i gruppi tecnologici, giù del 2,5%. A Parigi, LVMH e Kering hanno chiuso in rosso. A Milano, Ferrari e Stellantis hanno registrato perdite. “Il settore auto è il più esposto alle tensioni tra Usa ed Europa”, ha spiegato un analista di Mediobanca. Le aziende tecnologiche non sono state risparmiate: “Gli investitori stanno limando le posizioni nei comparti più sensibili alle guerre commerciali”, ha aggiunto.

Valute, euro più forte sul dollaro

Sul fronte delle valute, il dollaro ha perso terreno contro le principali monete. L’euro ha guadagnato terreno, salendo a 1,1623 sul biglietto verde, recuperando così terreno rispetto ai giorni scorsi. “Si cerca sicurezza, con un movimento verso asset considerati più stabili”, ha detto un trader di Francoforte. Dietro questo movimento ci sono anche le attese sulle possibili mosse delle banche centrali in risposta alle nuove tensioni geopolitiche.

Energia: petrolio e gas in calo, oro in rialzo

Non solo azioni e valute: anche le materie prime energetiche hanno mostrato segnali di debolezza. Il prezzo del petrolio WTI è sceso a 59,10 dollari al barile (-0,6%), mentre il Brent si è fermato a 63,66 dollari. Il gas naturale in Europa ha subito un calo netto: il future TTF è scivolato a 33,95 euro al megawattora, con un ribasso del 7,8% rispetto a ieri. “Il calo riflette una domanda più debole e le previsioni per un inverno meno rigido del previsto”, ha spiegato un esperto del settore.

Oro e argento, rifugio sicuro in tempi incerti

A fare eccezione è stato l’oro, che ha continuato a salire. Il metallo prezioso ha guadagnato l’1,4%, toccando quota 4.665 dollari all’oncia. Anche l’argento ha chiuso in positivo, con un +2,9% a 93,20 dollari. “Quando i mercati si fanno nervosi, gli investitori cercano rifugio nei beni più sicuri”, ha sottolineato un gestore londinese. Una dinamica già vista nelle ultime settimane, che oggi si è fatta più evidente.

Mercati in attesa, prudenza e tensione

La giornata si è chiusa con un clima di prudenza. Gli operatori aspettano sviluppi sui rapporti commerciali tra Washington e Bruxelles. “Se la situazione si aggrava, potremmo assistere a nuove ondate di volatilità”, ha detto un broker di Madrid. Per ora, la parola d’ordine è cautela. E tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse di Stati Uniti e Unione Europea.