Milano, 20 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso oggi praticamente invariato, a 62,8 punti base, poco sopra i 61,9 punti della seduta precedente. Un piccolo aumento, che però conferma la fase di relativa calma che da settimane caratterizza il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. Il rendimento del Btp decennale ha segnato un leggero passo in su, fermandosi al 3,46% rispetto al 3,45% di venerdì.
Spread Btp-Bund: numeri fermi, mercati tranquilli
La giornata sui mercati obbligazionari è scivolata via senza scossoni. Gli operatori hanno tenuto d’occhio il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco, che nelle prime ore si è mantenuto intorno ai 62 punti base. Solo nel pomeriggio, dopo le 15, ha fatto un piccolo balzo, chiudendo a 62,8 punti. Un movimento definito dagli esperti “normale”, più legato a prese di profitto che a tensioni vere.
Un trader di una banca d’investimento di Milano ha spiegato: “Il mercato aspetta di capire cosa farà la Banca Centrale Europea e i dati economici che arriveranno nei prossimi giorni”. Nessun campanello d’allarme, almeno per ora. Il rendimento del Btp decennale ha seguito la stessa linea: dal 3,45% di venerdì al 3,46% di oggi, un cambiamento quasi impercettibile, che riflette la prudenza degli investitori.
Europa in attesa, investitori cauti
La situazione italiana si muove in un’Europa ancora incerta sulle mosse della politica monetaria. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha ribadito che qualsiasi decisione sui tassi sarà presa solo “guardando i dati”, senza anticipazioni. Questo contribuisce a mantenere i rendimenti dei titoli di Stato su livelli abbastanza stabili.
Anche a Piazza Affari la giornata è passata senza sorprese, soprattutto per i titoli bancari, che di solito risentono delle variazioni dello spread. “Non ci sono stati movimenti strani – ha detto un analista di Equita Sim – il mercato ha già messo in conto le principali incognite legate alla politica monetaria”. Solo qualche oscillazione nel primo pomeriggio, poi tutto è tornato normale.
Operatori in stand-by, occhi puntati sui dati
Tra gli operatori domina la prudenza. “Siamo in una fase di attesa – ha confidato un gestore di fondi obbligazionari – e solo dati più chiari sull’economia potranno spingere lo spread su o giù”. Il riferimento è soprattutto alle prossime cifre sull’inflazione nell’area euro e agli aggiornamenti sulla crescita italiana, attesi entro fine mese.
Nel frattempo, il Tesoro italiano resta vigile sui rendimenti. Nei prossimi giorni sono in programma nuove aste di Btp a medio-lungo termine. “La domanda è ancora robusta – ha spiegato una fonte del Ministero dell’Economia – ma la volatilità globale impone cautela”. Il quadro internazionale, infatti, resta fragile: le tensioni in Medio Oriente e le incertezze sulla crescita cinese continuano a influenzare le scelte degli investitori.
Tra passato e futuro: lo spread sotto controllo ma non troppo
Rispetto ai picchi degli ultimi anni – come i 250 punti base toccati nel 2018 – il livello attuale dello spread è basso. Ma alcuni esperti non escludono scossoni nelle prossime settimane. “Molto dipenderà da quello che faranno le banche centrali e dalla tenuta dei conti pubblici italiani”, ha ricordato un economista della Bocconi.
Per ora, però, il quadro è quello di una calma apparente. Gli investitori continuano a scrutare ogni segnale che arriva da Francoforte e da Roma. E solo allora si capirà se questa quiete durerà o se nuove turbolenze sono dietro l’angolo.
