Confesercenti: stop ai sacchetti per alimenti fuorilegge

Confesercenti: stop ai sacchetti per alimenti fuorilegge

Confesercenti: stop ai sacchetti per alimenti fuorilegge

Giada Liguori

Gennaio 20, 2026

Roma, 20 gennaio 2026 – Confesercenti ha espresso un chiaro “sì” alla proposta di legge del deputato di Fratelli d’Italia, Dario Iaia, che vuole punire non solo la vendita, ma anche il possesso di shopper compostabili irregolari. La presa di posizione è arrivata stamattina, durante l’audizione di Giuseppe Dell’Aquila davanti alla Commissione Ambiente della Camera, in un confronto acceso tra associazioni di categoria e istituzioni.

Confesercenti spinge per un giro di vite sugli shopper compostabili

Dell’Aquila, portavoce nazionale di Confesercenti, ha sottolineato come la qualità della frazione umida nei rifiuti italiani resti bassa, “perché spesso viene raccolta in sacchetti non biodegradabili”. Molti cittadini, ha spiegato, continuano a usare sacchetti fuori norma per buttare l’organico, con effetti negativi sulla filiera del riciclo. “Il divieto non solo di vendere, ma anche di tenere questi shopper illegali ci sembra una mossa giusta”, ha detto Dell’Aquila, evidenziando come la proposta vada incontro alle richieste degli operatori del settore.

La questione degli shopper compostabili torna sotto i riflettori dopo i dati di Ispra: nel 2024 oltre il 30% dei sacchetti usati per l’umido non rispettava le regole europee. Un problema che, secondo Confesercenti, potrebbe vanificare gli sforzi fatti finora per migliorare la raccolta differenziata.

Commercianti e consumatori: le difficoltà sul campo

Pur appoggiando la legge, Confesercenti ha espresso dubbi sulle modalità di attuazione. “Non ci sembra giusto che chi compra borse di plastica debba anche avere tutta la documentazione legale”, ha detto Dell’Aquila. L’associazione teme che questa richiesta si trasformi in un peso burocratico in più per i negozianti, già alle prese con regole spesso confuse e interpretate in modo diverso nelle varie zone.

La proposta obbliga infatti il commerciante a spiegare al consumatore, in modo chiaro, cosa dice la documentazione. Per Confesercenti, sarebbe più semplice e diretto usare loghi riconoscibili o un Qr Code stampato sul sacchetto. “Questa sarebbe la strada migliore”, ha aggiunto Dell’Aquila, “perché dà subito l’informazione senza appesantire chi vende”.

Norme attuali e cosa cambia con la nuova legge

Oggi il Codice dell’Ambiente punisce solo chi vende shopper irregolari, ma lascia un vuoto su chi li tiene in casa o in negozio. La proposta di Iaia, già in esame alla Commissione Ambiente, vuole tappare questa falla, introducendo multe anche per chi detiene sacchetti non a norma. L’obiettivo è rafforzare i controlli e frenare la diffusione di prodotti illegali.

Il dibattito non si è chiuso. Nei prossimi giorni sono in programma altre audizioni con associazioni di distributori e consumatori. Giovanni Russo (Pd), presidente della Commissione Ambiente, ha detto che “si punta a un testo condiviso entro fine mese”, ma non si escludono modifiche dopo il confronto con le parti coinvolte.

La filiera in attesa e le reazioni dal mercato

Intanto, tra i commercianti cresce la tensione per capire come cambierà davvero la situazione. Secondo Confesercenti Lazio, solo nel 2025 sono stati sequestrati oltre 2 milioni di sacchetti non conformi nei mercati rionali di Roma. Numeri che mostrano le difficoltà a far rispettare regole uguali in tutta Italia.

“Serve chiarezza – confida un venditore del mercato Esquilino – perché ogni settimana cambiano le regole e rischiamo multe anche senza volerlo”. Sullo sfondo resta il tema della sostenibilità: Legambiente ricorda che “rafforzare i controlli è fondamentale, ma bisogna anche fare molta più informazione ai cittadini”.

La discussione andrà avanti nelle prossime settimane. Solo allora si capirà se la stretta sugli shopper compostabili irregolari potrà davvero alzare la qualità della raccolta differenziata nel nostro paese.