Euro in risalita: raggiunge 1.1669 dollari

Euro in risalita: raggiunge 1.1669 dollari

Euro in risalita: raggiunge 1.1669 dollari

Giada Liguori

Gennaio 20, 2026

Milano, 20 gennaio 2026 – L’euro ha iniziato la settimana con un piccolo rialzo sui mercati valutari internazionali. Questa mattina si è scambiato a 1,1669 dollari, segnando un progresso dello 0,19% rispetto alla chiusura di venerdì, e a 184,8500 yen, con un aumento dello 0,40%. Tra le 8 e le 9, nei principali centri finanziari europei, si è registrata questa moderata crescita, in un clima di prudenza tra gli investitori in attesa dei dati macroeconomici di metà mese e delle prossime mosse delle banche centrali.

Euro in rialzo su dollaro e yen: i dati della mattina

Le piattaforme di trading di Francoforte e Londra mostrano una moneta unica in leggera ripresa già dalle prime ore. Il cambio con il dollaro si è fissato a 1,1669, in aumento rispetto a venerdì. Sul fronte asiatico, il rapporto con lo yen ha raggiunto quota 184,8500, con un rialzo dello 0,40%. Gli operatori spiegano che la domanda moderata di euro, sostenuta dalle attese sulle decisioni della Banca Centrale Europea, ha spinto i prezzi verso l’alto.

Perché l’euro sale? Attesa sulle banche centrali

Gli analisti di grandi istituti come UniCredit e BNP Paribas sottolineano che l’aumento dell’euro arriva in un momento di sospensione, con gli occhi puntati sulle prossime riunioni delle banche centrali. “Gli investitori cercano segnali chiari sulla politica della BCE e della Federal Reserve”, racconta un trader milanese. In particolare, la possibilità che la BCE lasci i tassi fermi o adotti una linea meno dura rispetto agli Stati Uniti sta spingendo la domanda di euro. Dall’altra parte dell’Atlantico, la Federal Reserve ha fatto capire che valuterà con calma eventuali tagli ai tassi nei mesi a venire.

Mercati prudenti, tutti in attesa dei dati

La giornata di oggi non offre appuntamenti macroeconomici di rilievo, ma gli operatori guardano già ai prossimi dati sull’inflazione nell’area euro e al PIL tedesco in arrivo. “Il mercato resta cauto – confida un analista di Piazza Affari – perché l’incertezza sulle prospettive di crescita in Europa è ancora alta”. In questo clima, anche i piccoli movimenti nei cambi sono seguiti con attenzione. A metà mattina, il volume degli scambi sull’euro/dollaro si è mantenuto nella media delle ultime settimane, segno che molti investitori preferiscono non correre rischi finché non arrivano indicazioni più precise.

Reazioni sul mercato e cosa aspettarsi a breve

Tra gli operatori di Milano e Francoforte domina un atteggiamento di attesa. “Non ci aspettiamo scossoni importanti finché non escono i dati sull’inflazione”, ammette un broker tedesco contattato poco dopo le 10. Alcuni gestori di fondi segnalano che la volatilità resta contenuta e che il cambio euro/dollaro potrebbe oscillare ancora tra 1,16 e 1,17 nei prossimi giorni. Sullo sfondo restano le tensioni in Medio Oriente e le incertezze legate alle elezioni presidenziali americane, fattori che potrebbero influire sui flussi valutari nelle settimane a venire.

Il quadro globale e le valute

A livello internazionale, la leggera crescita dell’euro si inserisce in una fase di relativa calma sui mercati valutari. Il dollaro americano resta solido dopo i dati sull’occupazione pubblicati venerdì a Washington, mentre lo yen continua a soffrire delle politiche espansive della Bank of Japan. Secondo le prime stime degli esperti di Oxford Economics, l’euro potrebbe trarre vantaggio a breve termine da una riduzione della pressione sui prezzi energetici e da un clima più tranquillo sui mercati obbligazionari europei.

In chiusura: euro stabile, sguardo ai prossimi dati

In sintesi, la mattinata si è aperta con un euro in lieve rialzo sia contro il dollaro sia contro lo yen, in un clima di prudenza e attesa. Gli operatori restano focalizzati sulle prossime mosse delle banche centrali e sui dati economici in arrivo. Solo allora – sottolineano gli uffici trading di Londra – si capirà se il rialzo di oggi è l’inizio di una nuova tendenza o una semplice pausa in un mercato che da inizio anno sta più che altro consolidando i livelli.