Garlasco, 20 gennaio 2026 – I legali di Alberto Stasi tornano alla carica contro la nuova consulenza informatica richiesta dalla famiglia Poggi. Secondo loro, i dati raccolti «non potrebbero essere usati in tribunale» e la difesa della vittima sarebbe alla ricerca di «prove nuove» contro chi, a loro dire, non può più essere processato. Il caso, legato all’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nell’estate del 2007, si arricchisce così di un nuovo capitolo, mentre Stasi – condannato in via definitiva – si avvicina alla fine della pena.
La consulenza dei Poggi e la pronta replica della difesa Stasi
Nei giorni scorsi, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che seguono la famiglia Poggi, hanno fatto sapere che «la sera prima di essere uccisa, Chiara Poggi aveva aperto proprio la cartella sul pc di Stasi dove erano catalogati, per genere, i numerosi file pornografici già analizzati all’epoca». Un dettaglio che, per i legali della vittima, potrebbe rappresentare una novità importante nel quadro delle indagini. Ma la difesa di Stasi, affidata all’avvocata Giada Bocellari, non ci sta: «È un tentativo di trovare, attraverso annunci pubblici, nuove prove contro un condannato che non può più essere processato».
Bocellari parla chiaro: la consulenza informatica voluta dai Poggi «è una presa di posizione evidente» e non potrà mai essere usata in tribunale. «Non si tratta di nuovi elementi decisivi contro chi è già stato condannato», ha aggiunto, sottolineando come la famiglia Poggi non abbia nemmeno aspettato che finissero le indagini svolte nell’ultimo anno.
Andrea Sempio torna nel mirino: cosa sta succedendo
Adesso la difesa di Stasi punta il dito su un altro nome: Andrea Sempio. Negli ultimi mesi, infatti, la procura sta valutando se iscriverlo nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi. Un passaggio che, secondo i legali di Stasi, dovrebbe spostare le attenzioni degli inquirenti. «Se la procura sta guardando a Sempio, perché la famiglia Poggi continua a fissarsi su chi è già stato condannato definitivamente e sta per finire di scontare la pena?», si chiedono.
In una nota diffusa oggi, la difesa di Stasi precisa anche che «dai primi controlli, le informazioni fornite dalla difesa Poggi non risultano confermate, come già stabilito da una perizia». La stessa nota annuncia che l’analisi forense verrà estesa anche al computer di Chiara Poggi, «per ogni dettaglio che possa essere utile».
Incidente probatorio, cosa chiedono i legali di Stasi
Sul fronte giudiziario, la difesa ribadisce che se si dovrà chiedere un incidente probatorio – alla luce delle nuove indagini su Sempio – questo dovrà riguardare il computer della vittima, non quello di Alberto Stasi. «Il pc di Stasi è già stato analizzato decine di volte, con anche due perizie», ricordano gli avvocati. Tutti i documenti sono agli atti e, a loro avviso, non emergerebbero elementi nuovi che giustifichino la riapertura del processo.
La vicenda resta dunque sospesa tra vecchi sospetti e piste nuove. Da una parte la famiglia Poggi chiede ancora una volta di fare piena luce su quella mattina del 13 agosto 2007; dall’altra la difesa di Stasi respinge ogni tentativo di riaprire il caso sul proprio assistito. Nel frattempo, il nome di Andrea Sempio torna a essere al centro delle indagini.
Il caso Garlasco, una ferita ancora aperta
A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, il caso continua a far discutere. Nel paese – tra le strade tranquille intorno a via Pascoli – si respira ancora un’aria di attesa. I residenti ricordano bene quella mattina d’estate e tutto quello che ne è seguito. Oggi, mentre Alberto Stasi si avvicina alla fine della pena, il dibattito giudiziario sembra tutt’altro che chiuso.
«Non ci fermeremo finché non avremo tutte le risposte», ha detto un familiare dei Poggi uscendo dal tribunale. Ma tra carte, perizie e nuove consulenze informatiche, resta difficile capire se davvero emergeranno elementi in grado di cambiare il corso di una delle storie giudiziarie più controverse degli ultimi decenni.
