La Biennale ricorda Valentino: un genio che ha unito alta moda e modernità

La Biennale ricorda Valentino: un genio che ha unito alta moda e modernità

La Biennale ricorda Valentino: un genio che ha unito alta moda e modernità

Giada Liguori

Gennaio 20, 2026

Venezia, 20 gennaio 2026 – La Biennale di Venezia ha voluto oggi rendere omaggio a Valentino Garavani, scomparso nelle ultime ore. Lo ha ricordato come un “stilista e imprenditore italiano leggendario”, capace di lasciare un segno profondo nell’alta moda e nel cinema internazionale. In una nota diffusa a mezzogiorno, il presidente Roberto Cicutto, il direttore generale Andrea Del Mercato, la responsabile dell’Archivio Storico Gabriella Belli, il direttore artistico del Settore Cinema Alberto Barbera e tutto il Consiglio di amministrazione hanno espresso “affetto e grande ammirazione” per una figura che “ha creato un’eleganza classica e senza tempo, unendo tradizione e modernità”.

Valentino e la Biennale: quando moda e cinema si incontrano

Il legame tra Valentino Garavani e la Biennale di Venezia va ben oltre le passerelle. Nel 2008, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica aveva scelto di presentare nella sezione Orizzonti Eventi il documentario “Valentino: The Last Emperor”, firmato da Matt Tyrnauer. Quella sera, sul red carpet della Sala Grande, Valentino era arrivato con Giancarlo Giammetti, suo socio storico e compagno di vita, e con la modella Eva Herzigova. Un’immagine che è rimasta impressa nella memoria di chi lavora nel settore e degli appassionati accorsi al Lido per vedere da vicino il genio dietro abiti indossati dalle più grandi star del mondo.

Tre anni più tardi, nel 2011, Valentino è tornato a calcare il tappeto rosso veneziano per la proiezione di “W.E. – Edward e Wallis”, il film diretto da Madonna, sua amica personale. Quella sera la sua presenza ha catturato l’attenzione di fotografi e giornalisti. “Era sempre impeccabile, con quella sua eleganza naturale”, ha raccontato un membro dello staff della Biennale, che lo aveva incontrato dietro le quinte della Sala Grande.

Un’eredità che vive tra moda, arte e cinema

Nella nota, la Biennale di Venezia ricorda come Valentino abbia saputo “regalare al cinema abiti indimenticabili”, contribuendo a definire lo stile di molte attrici sul grande schermo. Non solo red carpet: le sue creazioni sono apparse in film storici, indossate da icone come Elizabeth Taylor, Sophia Loren, Julia Roberts. “Quel suo rosso – il famoso ‘rosso Valentino’ – è diventato un simbolo riconoscibile ovunque”, ha spiegato Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del Cinema.

L’influenza di Valentino non si è fermata alla moda. Il suo modo di vedere l’eleganza ha dialogato con le arti visive e lo spettacolo, lasciando un segno indelebile. “Era capace di portare la sartoria italiana nel mondo”, ha raccontato Gabriella Belli, responsabile dell’Archivio Storico della Biennale. “Ogni volta che arrivava al Lido si sentiva un’atmosfera diversa: attesa, curiosità, rispetto”.

Il mondo della cultura lo ricorda con affetto

La notizia della morte di Valentino Garavani ha toccato anche chi sta fuori dal mondo della moda. Registi, attrici e operatori culturali hanno voluto sottolineare il suo contributo al cinema e all’immagine dell’Italia nel mondo. “Ha vestito generazioni di star senza mai perdere il suo stile unico”, ha detto la costumista Milena Canonero. Sui social, messaggi di cordoglio sono arrivati da personalità come Madonna ed Eva Herzigova.

A Roma, davanti al suo storico atelier in via dei Condotti, passanti e clienti si sono fermati davanti alle vetrine illuminate. “Era un simbolo per il nostro Paese”, ha detto una cliente abituale, indicando una delle creazioni esposte. In tanti hanno lasciato fiori e biglietti di addio.

Un ricordo che resta vivo

Nel suo messaggio ufficiale, la Biennale di Venezia ha voluto mettere in luce non solo il valore artistico, ma anche quello umano di Valentino Garavani. “Ha saputo unire mondi diversi – moda, cinema, arte – con uno stile che gli apparteneva solo”, si legge nella nota di oggi. Un’eredità che continua a vivere nei ricordi di chi l’ha conosciuto e nelle immagini che hanno fatto il giro del mondo.