Roma, 20 gennaio 2026 – Questa mattina, nell’Aula della Camera dei Deputati, si è svolta una seduta speciale dedicata al ricordo di Valentino Garavani, lo stilista scomparso da pochi giorni, figura di spicco della moda italiana e mondiale. Il momento di omaggio è iniziato poco dopo le 10 con l’intervento di Fabio Pietrella, deputato di Fratelli d’Italia, che ha definito Valentino “uno dei più grandi ambasciatori del genio creativo italiano nel mondo, un protagonista indiscusso della nostra storia culturale ed economica”. A ogni gruppo parlamentare sono stati dati due minuti per esprimere un pensiero.
Valentino Garavani, il simbolo del made in Italy
Il nome di Valentino – per anni sinonimo di eleganza e stile – ha risuonato tra i banchi di Montecitorio. I deputati hanno sottolineato il ruolo dello stilista come ponte tra la tradizione sartoriale italiana e il palcoscenico globale. “Con lui – ha detto Pietrella – il made in Italy ha trovato una voce riconoscibile ovunque, dagli atelier di Roma alle passerelle di Parigi”. In Aula, volti seri e qualche sguardo rivolto altrove: l’atmosfera, più raccolta del solito, ha lasciato spazio a ricordi personali e a riflessioni sul valore della creatività italiana.
Un tributo condiviso da tutti i gruppi
Dopo Fratelli d’Italia, sono intervenuti gli altri partiti. Dal Partito Democratico, la deputata Silvia Fregolent ha ricordato come “Valentino abbia vestito generazioni di donne, dalle dive del cinema alle ragazze che sognavano un abito rosso per sentirsi uniche”. Per la Lega, Giovanni Donzelli ha parlato di “un uomo che ha saputo unire impresa e arte, portando lavoro e prestigio all’Italia”. I due minuti concessi a ogni gruppo sono stati appena sufficienti per racchiudere decenni di successi e innovazioni.
Un’eredità che va oltre la moda
Non solo vestiti e passerelle. In Aula si è parlato anche dell’impatto economico e sociale di Valentino Garavani. “Ha creato posti di lavoro, formato generazioni di artigiani, dato un contributo importante al Pil nazionale”, ha spiegato Fregolent. Ma nei discorsi è emersa anche una nota più personale: molti hanno ricordato la discrezione dello stilista, la sua cura per i dettagli, la capacità di ascoltare. “Era uno che non si accontentava mai”, ha confidato Donzelli, “sempre alla ricerca della perfezione”.
Un’eredità ancora viva
Il ricordo in Parlamento arriva mentre a Roma – tra via dei Condotti e le boutique storiche – si moltiplicano i messaggi di cordoglio e le iniziative spontanee. Fiori davanti alle vetrine, biglietti scritti a mano, clienti abituali che si fermano a parlare con i commessi. “Non era solo uno stilista”, racconta una commessa storica del negozio romano, “ma una presenza costante, anche negli ultimi anni”. La Camera ha voluto dedicare questo momento proprio per sottolineare quanto l’eredità di Valentino sia ancora ben radicata nel tessuto produttivo e culturale italiano.
Il mondo della moda si stringe nel ricordo
Nel frattempo, dal settore moda continuano ad arrivare messaggi di cordoglio. Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino fino al 2023, ha scritto sui social: “Ci hai insegnato che la bellezza non è mai banale. Grazie maestro”. Anche la Camera Nazionale della Moda Italiana ha diffuso una nota: “Con Valentino perdiamo un punto di riferimento insostituibile”. A Milano, in via Montenapoleone, alcune vetrine espongono abiti iconici in segno di omaggio.
Un ricordo che guarda avanti
La commemorazione alla Camera non è solo un omaggio al passato. Nei vari interventi è emersa la volontà di puntare sul settore moda come motore dell’economia nazionale. “Dobbiamo investire nella formazione dei giovani talenti”, ha detto Pietrella in chiusura. E ha aggiunto: “Il modo migliore per onorare Valentino è continuare a credere nella creatività italiana”. Un messaggio rivolto non solo agli addetti ai lavori, ma anche alle nuove generazioni.
Così, tra parole misurate e qualche pausa carica di emozione, il Parlamento si è fermato per ricordare chi – con ago e filo – ha cucito un pezzo importante della storia italiana.
