Davos, 20 gennaio 2026 – “Non possiamo accettare passivamente la legge del più forte, quella che porta alla sottomissione e alla politica del sangue”. Così, ieri mattina sul palco del World Economic Forum di Davos, il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un avvertimento chiaro alla platea internazionale. Il suo discorso, seguito da centinaia di delegati e osservatori, ha puntato dritto sulla necessità di respingere ogni tentazione di tornare a vecchie logiche coloniali e di potere, in un mondo segnato da tensioni in aumento e nuove sfide geopolitiche.
Macron a Davos: “Basta con le vecchie logiche coloniali”
Il discorso di Macron, durato poco meno di mezz’ora e iniziato alle 10.15 nella sala principale del centro congressi, non ha lasciato spazio a dubbi. “Non ha senso accettare una nuova legge coloniale”, ha ribadito davanti a una platea che contava, tra gli altri, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il segretario generale dell’ONU António Guterres. Il presidente francese ha messo in guardia sul pericolo ancora presente di una “politica del sangue”, soprattutto in alcune zone del pianeta dove i conflitti e le rivalità tra potenze rischiano di sfociare in tragedie.
Secondo Macron, la comunità internazionale deve “rifiutare di restare a guardare” e lavorare per un ordine globale più giusto. “Non possiamo permettere – ha detto – che prevalga la legge del più forte. Sarebbe un passo indietro per tutti”. Parole che hanno raccolto un applauso sincero, soprattutto tra i rappresentanti africani e asiatici in sala.
Un mondo in tensione e sfide sempre più complesse
Le parole di Macron arrivano in un momento delicato per la diplomazia mondiale. Negli ultimi mesi, le tensioni tra grandi potenze – Stati Uniti, Cina, Russia – hanno riportato sotto i riflettori il tema delle sfere di influenza e dei giochi di forza. La crisi in Medio Oriente e le difficoltà nei negoziati sul clima hanno fatto crescere i timori di una nuova ondata di conflitti regionali.
A Davos, il presidente francese ha voluto prendere le distanze da chi propone soluzioni basate su “logiche di dominio”. “Serve un nuovo equilibrio – ha detto – che tenga conto delle aspirazioni di tutti i popoli”. Un chiaro riferimento anche alle recenti tensioni tra Francia e alcuni Paesi africani, dove Parigi è stata accusata di atteggiamenti neocoloniali.
Reazioni dalla platea: apprezzamenti e qualche dubbio
Il discorso di Macron non è passato inosservato. Nel pomeriggio, diversi leader africani hanno espresso apprezzamento per le sue parole. “È importante che l’Europa riconosca gli errori del passato”, ha detto Moussa Faki Mahamat, presidente della Commissione dell’Unione Africana. Anche il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock ha sottolineato la necessità di “costruire rapporti più equilibrati con il Sud del mondo”.
Non sono mancate, però, alcune riserve. Un diplomatico cinese, che ha preferito restare anonimo, ha osservato: “Parlare di fine delle logiche coloniali va bene, ma servono fatti concreti”. In serata, fonti vicine al governo russo hanno definito l’intervento di Macron “interessante, ma troppo generico”.
La strategia francese e cosa ci aspetta
Per la Francia, il discorso di Macron è anche un tentativo di rilanciare il proprio ruolo sulla scena mondiale. Negli ultimi anni, Parigi ha affrontato critiche sia in Africa che in Medio Oriente per alcune scelte giudicate poco trasparenti o troppo interventiste. Il presidente ha risposto con una linea più dialogante, puntando su cooperazione economica e diplomazia multilaterale.
“Dobbiamo costruire insieme – ha concluso Macron – un mondo in cui nessuno sia costretto a subire la volontà degli altri”. Una frase che riassume l’ambizione della Francia: spingere per un nuovo equilibrio globale, lontano dalle vecchie logiche di potere.
Il dibattito resta aperto. Ma a Davos, almeno per qualche ora, la voce di Parigi è tornata a farsi sentire forte e chiara.
