Milano, 20 gennaio 2026 – La Borsa di Milano ha chiuso oggi in netto calo, perdendo l’1,3%, in linea con le altre piazze europee. A pesare è stata la nuova tensione tra Stati Uniti e Unione Europea. Il motivo? Donald Trump ha annunciato dazi al 10% su otto Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia. La notizia ha subito scosso i mercati, aumentando l’incertezza e spingendo gli investitori verso asset più sicuri.
Borse europee in rosso, i dazi fanno paura
Non è solo Piazza Affari a soffrire. In Europa, la giornata è finita in rosso ovunque. Parigi ha lasciato sul terreno l’1,5%, Francoforte l’1,2%. Più contenute le perdite di Londra e Madrid, rispettivamente 0,3% e 0,2%. A soffrire di più sono stati i titoli tecnologici, in calo del 3,1%, il lusso (-3,2%) e l’automotive (-2,4%). “Il clima è teso, gli operatori preferiscono alleggerire le posizioni nei settori più esposti all’export”, spiega un analista di una banca d’affari milanese.
Corsa all’oro e valute in fermento
Con l’incertezza che avanza, è ripartita la corsa ai beni rifugio. L’oro ha toccato un nuovo massimo storico a 4.665 dollari l’oncia, segno evidente del nervosismo sui mercati. “Quando si teme una guerra commerciale, l’oro torna protagonista”, commenta un operatore della City. Sul fronte valute, il dollaro si è indebolito: l’euro è salito a 1,1637 contro il biglietto verde, mentre la sterlina ha guadagnato lo 0,3% e il franco svizzero lo 0,7%. I titoli di Stato europei sono rimasti stabili: lo spread tra Btp e Bund è sceso a 62,8 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,45%.
Energia in calo, petrolio giù
Non ha fatto meglio il settore energetico. Il prezzo del petrolio è sceso leggermente: il Wti ha chiuso a 59,30 dollari al barile (-0,2%), il Brent a 63,95 dollari (-0,3%). Secondo alcuni operatori, la debolezza riflette i timori sulla domanda globale e le tensioni geopolitiche ancora sullo sfondo.
Milano: Amplifon e Stm in affanno, Leonardo resiste
A Milano spiccano i ribassi di Amplifon e Stm, entrambe a -4,9%. Male anche nomi importanti come Ferrari (-2,4%), Cucinelli (-2,3%) e Stellantis (-2,2%). Pochi i titoli in verde: tra questi Leonardo, che ha guadagnato l’1,8% grazie a nuove commesse nel settore difesa. Bene anche Inwit (+1,1%) e Mps (+0,7%). “Il mercato premia chi offre visibilità sui ricavi futuri”, confida un gestore milanese nel primo pomeriggio.
Wall Street ferma, tensioni europee in primo piano
A complicare il quadro c’è stata la chiusura di Wall Street per il Martin Luther King Day. L’assenza della piazza finanziaria americana ha ridotto i volumi e aumentato la volatilità in Europa. “Senza la bussola americana – ammette un trader – si naviga un po’ a vista”.
Tensione e attesa: cosa succederà ora?
La giornata si è chiusa con un clima di attesa. Tutti guardano alle prossime mosse di Washington e Bruxelles. Fonti europee riferiscono che la Commissione starebbe valutando contromisure sui dazi Usa. “Serve una risposta ferma ma calibrata”, avrebbe detto un funzionario vicino al dossier.
Per ora, i mercati restano in allerta. E la sensazione è che la volatilità non calerà nei prossimi giorni.
