Milano, 20 gennaio 2026 – La Borsa di Milano ha chiuso oggi in calo, con l’indice principale che ha perso lo 0,8%, seguendo il trend negativo delle altre piazze europee. Gli investitori hanno tenuto d’occhio soprattutto le tensioni tra Stati Uniti e Unione Europea, che nelle ultime ore hanno messo un freno all’ottimismo sui mercati.
Piazza Affari rallenta, occhi puntati sulle tensioni Usa-Ue
La giornata a Piazza Affari è stata segnata dalla prudenza. Gli scambi sono partiti subito lenti, con volumi bassi fin dal mattino. “C’è molta incertezza sulle relazioni commerciali tra Washington e Bruxelles”, ha spiegato un analista di una banca milanese, sottolineando come le notizie dagli Stati Uniti abbiano pesato sul morale degli investitori. In questo clima, il listino principale ha chiuso con un calo dello 0,8%, in linea con Francoforte e Parigi.
Banche in ordine sparso, Mps e Mediobanca tengono
Nonostante il quadro generale, alcune blue chip bancarie hanno mostrato segnali positivi. Mps ha guadagnato l’1,6%, mentre Mediobanca ha chiuso a +0,8%. “Il settore resta sotto osservazione, ma certi titoli attirano ancora acquisti mirati”, ha detto un gestore di portafoglio contattato nel primo pomeriggio. Nel giorno del consiglio di amministrazione sulla governance, Banco Bpm ha perso lo 0,6%, mentre Intesa Sanpaolo è scesa dell’1%. Flessioni più contenute per Popolare Sondrio e Bper (circa –0,3%), mentre Unicredit ha chiuso quasi invariata a –0,1%.
Spread stabile, rendimento del decennale in leggero rialzo
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi è rimasto sostanzialmente fermo a 63 punti base, segno che, almeno per ora, il debito italiano non preoccupa i mercati. Il rendimento del Btp decennale però è salito al 3,51%, spinto anche dalle pressioni sui titoli di Stato europei dopo alcune parole della Federal Reserve. “Gli investitori stanno rivedendo le loro aspettative sui tassi”, ha commentato un trader di una sim milanese.
Prysmian e industriali in difficoltà
Tra i titoli più deboli spicca Prysmian, che ha perso il 2,4%. Male anche altri industriali come Fincantieri (-1,8%) e Leonardo (-1,7%). Secondo alcuni operatori, il settore soffre per le incertezze sulle forniture internazionali e le tensioni geopolitiche. In calo anche Azimut (-1,9%) e tra le assicurazioni si segnala il –1,2% di Generali.
Tim in rosso, Amplifon vola
Tra i titoli più scambiati della giornata c’è stato anche Tim, che ha perso l’1,1%, frenata dall’incertezza sul futuro della rete e sulle mosse del governo. Al contrario, Amplifon ha guadagnato il 1,9%, spinta da raccomandazioni positive da parte di analisti internazionali. Bene anche Campari, salita dello 0,8% grazie ai dati positivi sulle vendite negli Stati Uniti.
Mercati in attesa, clima di prudenza
A fine giornata, il sentimento resta cauto. “I mercati sono nervosi e aspettano segnali più chiari dalle diplomazie”, ha raccontato un broker davanti alla sede di via Filodrammatici. Solo allora si potrà capire se la correzione di oggi è un semplice passaggio o l’inizio di una fase più complicata per la Borsa italiana.
